Francesco Facchinetti alla trasmissione di Victoria Cabello, Victor Victoria, in ondala scorsa settimana su LA7, balla, canta le canzoni dei Pooh e si racconta con grande ironia.

Della sua infanzia ricorda: "Noi figli dei Pooh siamo cresciuti come le famiglie circensi. A quaranta giorni ero già in prima fila ai concerti" – ha esordito Facchinetti – "ma io ero un ribelle. Mio padre per punirmi mi chiudeva in una stanza con ‘Piccola Katy' ad altissimo volume e io urlavo ‘Fuck off Pooh' alla maniera dei Sex Pistols" ha proseguito scherzando. "Più avanti – ha anche ricordato il conduttore di X Factor –  io e Daniele Battaglia ai concerti andavamo tra il pubblico a convincere la gente a tornarsene a casa, ma poi ci hanno scoperto ed estromesso dai live per 5 anni".

Sulla clamorosa separazione dai Pooh del batterista Stefano D'Orazio, ha affermato: "A parte il gruppo, la musica e tutto il resto, per me è come se fosse uno zio. Non ho idea di cosa sia successo, so che hanno cercato di non farlo andare via. Ma stare 40 anni insieme non è facile, avrà altre esigenze – ha commentato Francesco, che ha poi concluso –  Purtroppo le cose non durano in eterno, e loro sono 4 persone, non un'istituzione. Provo il massimo rispetto per Stefano".

"La mia anima da ‘cazzaro' non è mai cambiata, è la prospettiva in cui mi vedono gli altri che cambia". Lo ha detto sempre Francesco Facchinetti da Victor Victoria. "Quelli che prima mi davano del pirla adesso mi acclamano come il golden boy, ma io non sono cambiato – ha affermato il conduttore di X Factor – faccio quello che mi sento nel momento in cui lo sento. A 20 anni facevo quello che si fa a quell'età,  niente di più elevato. Ma la prospettiva in cui ti fai vedere cambia. E'  il detrattore la vera forza dell'artista – ha poi dichiarato l'ex – Dj Francesco – "Ai miei concerti era pieno, a volte mi coprivano di insulti, ma sono queste le esperienze che ti fanno crescere."

Facchinetti ha poi concluso: "So di essere fortunato, ma non ho paure. Non sono attaccato a tutti i costi al successo, so che potrebbe finire: la mattina parto da Mariano Comense dove abito in una comune – in cui coabita con Daniele Battaglia e un'altra decina di giovani di tutte le nazionalità – e la sera torno sempre lì, dove c'è la mia vera vita".

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