Il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2012, tutto quello che c’è da sapere

Il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia 2012 è stato affidato alla curatela di Luca Zevi, urbanista e architetto, scelto dal ministero dei Beni culturali per il suo progetto che mette in relazione la crisi economica con l’architettura e il territorio.

L’esposizione prende le mosse dall’avventura di Adriano Olivetti e le sue industrie: esperienza che diede il via alla grande crescita economica italiana negli anni ’60. Attraverso prodotti capaci di coniugare funzionalità e design, nonché un’attenzione particolare ai lavoratori e agli ambienti della produzione, la Olivetti diventò presto un modello di sviluppo industriale in grado di integrare politiche sociali e di promozione culturale, andando ad incidere positivamente nella trasformazione di un territorio.

Da qui lo spunto per le architetture del Made in Italy, fenomeno poco noto e geograficamente ancora disperso in punti piccoli, ma capaci di essere già un riferimento per alcune comunità. La mostre prosegue alla scoperta di tutte quelle realtà produttive italiane che hanno riversato la stessa filosofia di eccellenza anche nella costruzione del proprio luogo di lavoro, fondendo poetica, qualità del vivere e sostenibilità nella sua progettazione.

Ed è proprio la sostenibilità a fare da filo conduttore per il doveroso lancio all’EXPO di Milano 2015, che avrà come tema “Nutrire il pianeta”. La ricerca della sostenibilità nel consumo delle risorse, come l’acqua, l’energia, la terra, porta direttamente a cambiare le regole per nutrirsi, spostarsi, abitare. Il Padiglione Italia si attrezza per diventare il prototipo di queste nuove esigenze, trasformandosi in un luogo totalmente autosufficiente sotto l’aspetto energetico, e riutilizzabile grazie ai materiali scelti per l’allestimento.

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