Avete deciso di andare in terapia: benissimo, ma quale terapia può essere più adatta a voi? Forse resterete sorpresi nel sapere che un terapeuta cognitivo-comportamentale, freudiano, sistemico-familiare ecc. conta assai poco: quello che fa la differenza per una buona terapia di coppia è l’instaurarsi di un buon legame terapeutico fra pazienti e specialista.
In termini tecnici si chiama ‘alleanza terapeutica’ ed è questo il vero punto di forza di una buona terapia. Per essere certi che vi siano tutte le premesse per cominciare un percorso terapeutico con un dato professionista occorre anzitutto accertarsi che, sin dalle prime sedute vi siano: RISPETTO reciproco (soprattutto da parte del terapeuta, visto che i pazienti, chiedendogli aiuto, si mettono in una condizione di oggettiva vulnerabilità); CAPACITA’ DI ENTRARE IN RELAZIONE (non è necessario essersi reciprocamente simpatici, ma è assolutamente indispensabile che il terapeuta sia accogliente, empatico, tollerante nei confronti delle problematiche portate dalla coppia); FLESSIBILITA’ (il terapeuta deve essere flessibile: la pretesa di voler seguire alla lettera un metodo terapeutico spesso cozza contro la realtà ed i bisogni delle persone).
Un buon rapporto terapeutico è qualcosa a metà fra un rapporto di amicizia ed un rapporto di lavoro: bisogna avere FIDUCIA RECIPROCA e perseguire UN OBIETTIVO COMUNE.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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