Tutto cambia, tutto si trasforma, l'uomo cerca una nuova fonte di energia che mischia razionalità ad istinto. Torna l'entusiasmo ed una vitalità diversa si impossessa del suo presente.

Una collezione, quella di Gazzarrini, per la primavera – estate 2010, fatta di luce, costruita con neon immaginari che disegnano sopra il corpo silhouette ultra-glamour. Una forza pura, un'energia luminosa si muove all'interno di un cubo fatto di led: il nero è profondo come il bianco, i colori primari sono solo delle sensazioni acustiche, elettroniche.

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Gli abiti incrociano le strade del glam-rock e rileggono le sottili figure di miti androgini come David Bowie e Brian Molko, eterni disubbidienti che con la loro con-fusione producono cloni disegnati dalla memoria.

E' così che l'uomo in-segue la teoria dell'ibridazione, tutto gli diventa necessario per inventare un nuovo linguaggio easy- glamour: il tailoring come (in-)fusione di sobrietà, il tessuto è normal-snob perché la bellezza è in tutto quello si vede, che si sente, che si ricompone.

Questa è la piattaforma programmatica di Gazzarrini PE/2010, presentata a Pitti Uomo 76, forma (narrativo)-visionaria che esprime l'idea di un lucido delirio glamour, ibrido e transmediale, per una future attitude electro-chic.

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