Da Ikea, lo spot per cui basta poco per cambiare

L’ultimo spot Ikea: magistrale realizzazione di come comunicare a tutti, arrivando dritti al cuore, quasi senza parlare dei propri prodotti

Arriva da Ikea lo spot per cui basta poco per cambiare. Un minuto, poi tagliato a trenta secondi, che emoziona, entusiasma, rallegra, con tatto, poeticità, e qualche ammiccamento. Ormai dovremmo averlo imparato: quando un’azienda si può concedere di dedicare una comunicazione che punti esclusivamente sull’emozionale, dove i propri prodotti o servizi appaiono con un’apparente noncuranza, quasi in secondo piano, quell’azienda o è già affermata, o ha trovato il modo per farlo.

È evidente a tutti che Ikea appartenga alla prima metà, tuttavia la sua crescita non si arresta, e volendo affermarsi ancor di più punta anche alla seconda. Per far ciò una comunicazione che emozioni è quel che serve, ma una qualsiasi storiella sdolcinata non basta. Serve puntare, con classe, dritti alla sensibilità di tutti, nessuno escluso; a quell’intimo così tenero e delicato che sarà facile da conquistare.

Bambini, anziani, amici, coppie gay ed etero. Non manca nessuno. I bambini a giocare assieme con la fantasia; l’anziana (in formissima) da sola, che desidera alleggerirsi del passato; gli amici che hanno solo sé stessi come unica cosa irrinunciabile; la coppia gay che stando assieme è semplicemente sé stessa; e la coppia etero che ritrova il sorriso a inizio spot oscurato. In conclusione tutte queste piccole-grandi storie si uniscono assieme, uscendo dai confini delle proprie case per condivere uno spazio comune, creando quella sinergia che sola riesce a dare la cordialità e l’affetto.

In pochissimi secondi vengono snocciolati uno dopo l’altro i cambiamenti per cui basterebbe così poco. La fantasia, la leggerezza, l’amicizia, l’amore, la condivisione. Una raffica di valori altissimi, infilati uno dietro l’altro senza che ce ne rendessimo conto. E Ikea in tutto ciò, dov’è? C’era eccome: nelle coperte, le luci, le librerie, le poltrone, i tappeti, i servizi per la tavola, i letti, i guardaroba, i cuscini. C’era, e quasi non ce ne siamo accorti, quasi confondendola per quei valori altissimi che non vedremo l’ora di andare a comprare.