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Tatou, la nuova famiglia di lampade di Patricia Urquiola per Flos

Tatou, da Patricia Urquiola una nuova famiglia di lampade per Flos ispirate alla corazza degli armadilli

di giulia

Tempo di London Design, in questi giorni. Il festival-fiera del momento, diviso tra vetrina commerciale e fair off dallo spirito underground, anima la capitale inglese confermandone l’identità e lo status, quello di il polo creativo e innovativo d’Europa dell’ultimo decennio (ma forse ci dovremmo sbilanciare di più?). E se è vero che rivediamo a Londra molti dei progetti presentati in anteprima a Milano allo scorso Salone del Mobile, è altrettanto vero che molte tra le aziende più in vista hanno messo in campo un’apposita anteprima per consacrare l’importanza dell’evento. A riprova, non a caso, della crescente rilevanza, mediatica ed economica, di questa manifestazione.

Guardiamo per esempio in casa Flos. La più blasonata tra le aziende italiane di illuminotecnica ha scelto per l’occasione la designer spagnola Patricia Urquiola e la sua nuova famiglia di lampade, Tatou. Il nome, che in francese significa “armadillo” (ricordate la poltrona di Busnelli che sempre Armadillo si chiama?), si ispira infatti alla corazza di questo animale. Che diventa una vera e propria metafora di un modo di sprigionare la luce: non un fascio luminoso che si impone accecando, ma un flusso schermato, mai diretto, perfetto per poter svolgere con agio le nostre attività domestiche quotidiane come leggere, mangiare, conversare.

Declinata in tre diverse versioni, a sospensione, da tavolo e da terra, Tatou è declinata in due diverse grandezze e in tre diverse versioni, calotta bianca, nera o prugna, abbinate a una base bianca, nera o metallica nei toni del rosa, così da sprigionare nello spazio una diversa sfumatura cromatica ed inserirsi con grande flessibilità nei diversi contesti abitativi.

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