Il rapporto Hite a trenta anni dalla sua pubblicazione

Il rapporto Hite a trenta anni dalla sua pubblicazione

Sono trascorsi trenta anni dall’uscita del rapporto Hite, pubblicato in Italia nel 1977 da Bompiani. Si tratta, nell’edizione italiana, di un poderoso volume di 527 pagine in cui si parla solamente, ed esplicitamente, di sessualità femminile. Questi i capitoli: masturbazione, orgasmo, il rapporto sessuale, stimolazione clitoridea, lesbismo, la rivoluzione sessuale, le donne mature, verso una nuova sessualità femminile. A quel tempo era convinzione del movimento femminista che a parlare di sessualità femminile dovevano essere esclusivamente le donne, visto che gli uomini ne avevano parlato fin troppo e senza avere una cognizione precisa di quello che andavano teorizzando, visto che non avevano mai sperimentato in prima persona il piacere sessuale femminile. Il maggior bersaglio dell’epoca era naturalmente Sigmund Freud, con la sua teoria dell’invidia del pene e dell’orgasmo clitorideo come forma di piacere sessuale della personalità ‘immatura’.
L’inchiesta effettuata da Shere Hite, che aveva allora 34 anni, fu presentata come tesi di laurea in sociologia presso la Columbia University di New York.
Per la sua ricerca, la Hite ottenne il supporto della Organizzazione nazionale delle Donne che, insieme a giornali e riviste, riuscirono a distribuire 100.000 questionari.
Nel rapporto, la Hite riporta i dati statistici, ma lascia ampio spazio alle testimonianze delle donne intervistate, così da costruire un vero e proprio autoritratto della donna americana del tempo, nei suoi rapporti con l’uomo e con il sesso. Così scrive l’autrice nella prefazione:
Vogliamo conoscerci, raccontarci come abbiamo vissuto la nostra sessualità, sapere cosa ne pensiamo noi, e capire meglio la nostra vita intima, ridefinendo così la nostra sessualità e rafforzando la nostra identità di donne. Questo libro vuole anche avviare un dibattito pubblico e una rivalutazione della sessualità” .

Ed infatti il dibattito pubblico ci fu e questo libro in quegli anni divenne una vera Bibbia sulla sessualità femminile. Vi riporto alcune conclusioni importanti del libro, che imposero alla comunità scientifica una ridefinizione della sessualità femminile ed anche una revisione dei concetti errati di Freud sull’argomento.

Come vedrete sono ancora di grande attualità.

Sotto: Shere Hite oggi
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Masturbazione
– “La masturbazione sembra avere molti aspetti positivi – orgasmi facili e intensi, inesauribile fonte di piacere – ma purtroppo siamo tutte vittime in qualche misura di una cultura che dice che non bisogna masturbarsi” E anche la scoperta che le donne non si masturbavano come pensavano gli uomini, introducendo oggetti o dita in vagina, ma stimolando la clitoride. “Il tipo di masturbazione clitorideo-manale è il più usato dalla stragrande maggioranza delle donne che hanno risposto… In pratica, significa mettersi in posizione supina e stimolare la zona clitoridea con la mano (o con un vibratore).

Orgasmo – “Anche dopo che le note ricerche di Masters e Johnson hanno dimostrato definitivamente che tutti gli orgasmi femminili sono causati dalla stimolazione clitoridea (diretta o indiretta) c’è ancora un’enorme confusione sui termini ‘orgasmo clitorideo’ e ‘orgasmo vaginale’. Perché persiste questa confusione?” si chiedeva la Hite trenta anni fa. E così si rispondeva :”Per diverse ragioni: la prima è che non conosciamo a fondo la nostra anatomia, soprattutto perché i nostri organi sessuali, a differenza di quelli dell’uomo, si trovano quasi tutti all’interno del nostro corpo… (omissis) . Un altro motivo per cui non abbiamo superato la controversia vaginale-clitoridea è che il mito dell’orgasmo durante il rapporto è ancora molto forte. Il concetto è che l’orgasmo durante il rapporto –l’orgasmo vaginale – è molto più bello dell’orgasmo senza il rapporto – l’orgasmo clitorideo –“. La Hite dà dunque spazio alle testimonianze raccolte e conclude: “Alcune donne che pensano di avere l’orgasmo durante il rapporto probabilmente si sbagliano. In ogni caso l’orgasmo, con o senza rapporto, anche se può essere percepito in modo diverso, è fondamentalmente la stessa cosa: l’orgasmo è sempre dovuto a un tipo di stimolazione clitoridea, e segue sempre lo stesso schema fisiologico. Quindi, nelle prossime pagine, non useremo più le definizioni ‘orgasmo clitorideo’ e ‘orgasmo vaginale’, perché implicano tanti significati confusi e superati. Ci riferiremo invece all’orgasmo semplicemente come ‘orgasmo’, aggiungendo altri elementi descrittivi ogni volta che saranno necessari.

Quanto ai dati statistici raccolti: “solo il 30% delle donne di questo studio orgasma regolarmente con il rapporto, cioè riesce ad avere un orgasmo senza l’aiuto di una stimolazione clitoridea manuale più diretta al momento culminante. In altre parole, la maggior parte delle donne non raggiunge l’orgasmo regolarmente, come risultato del rapporto. Per la maggior parte delle donne orgasmare durante il rapporto unicamente come risultato di questo è l’eccezione e non la regola. Anche se una piccola minoranza di donne può orgasmare più o meno regolarmente con il rapporto, dato che quasi tutte le donne orgasmano con la stimolazione clitoridea – stimolazione manuale da parte del compagno o masturbazione -, d’ora in avanti chiameremo ‘clitoridea’ la stimolazione necessaria alla donna per raggiungere l’orgasmo”.

Lesbismo – “E’ chiaro ormai che la sessualità femminile è fisicamente ‘pansessuale’, o semplicemente ‘sessuale’; non è certamente diretta a nessun tipo particolare di organo fisico riscontrabile in natura. Non esiste un organo specificamente studiato per adattarsi alla zona clitoridea e al tipo di stimolazione generalmente necessaria per raggiungere l’orgasmo. Sul piano del piacere fisico, siamo libere di metterci in contatto con tutte le creature del pianeta, secondo il significato che rappresentano per noi, più che secondo la particolare classificazione o il genere. Naturalmente va da sé che a mano a mano che ci avviciniamo a una visione più equa della vita, il diritto di amare le altre donne diverrà un fatto scontato. Tuttavia il disprezzo generale per i contatti omosessuali della nostra società ha una lunga storia”.

La rivoluzione sessuale – La ‘rivoluzione sessuale’ degli anni Sessanta (la Hite scrive questo nel 1976 n.d.a.) fu una reazione ai profondi rivolgimenti sociali che incisero sulla struttura della famiglia e sul ruolo della donna. (omissis) “… Ciò che consideriamo “libertà sessuale” – dare alla donna il “diritto” di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, e diminuire il valore della monogamia – è in funzione della diminuita importanza della gravidanza per la società, e della paternità per gli uomini. Anche se questo mutamento ha ricevuto l’etichetta di “libertà sessuale”, in realtà finora non ha dato alle donne (o agli uomini) la libertà di esplorare la loro sessualità, li ha solo spinti ad avere più rapporti sessuali dello stesso tipo. Infine è importante ricordare che “non si può dichiarare che le donne sono ‘sessualmente libere’ se non lo sono economicamente; così facendo si pone la donna in una posizione più che mai vulnerabile, e la si fa diventare una forma di proprietà comune facilmente accessibile”.

Le donne mature. “La rivoluzione sessuale non ha incluso le donne mature tra quelle che adesso possono godere il sesso – anche se questo rifiuto non è nuovo. Da secoli nella nostra cultura vale l’orrendo concetto che le donne più anziane non sono donne sessuali. Chissà quante giovani lettrici, nel leggere le descrizioni della masturbazione o dell’orgasmo, avranno immaginato che siano state scritte solo da donne tra i venti ed i quaranta anni. In questo capitolo vedremo quanto sono sbagliate queste idee sulle donne più mature, dai commenti molto eloquenti di molte donne veramente interessanti”.

Verso una nuova sessualità femminile – “L’attività sessuale è un contatto fisico intimo per il piacere, per dividere il piacere con un’altra persona (o anche con noi stessi). Si possono avere rapporti fino all’orgasmo, o non fino all’orgasmo, rapporti genitali, o solo intimità fisica – qualunque cosa sembri valida. Non c’è assolutamente motivo di pensare che l’obiettivo deve essere il coito, e di cercare di fare quello che sembra giusto in quel contesto. Non c’è un rendimento sessuale standard ‘uguale per tutti’ con il quale dobbiamo misurarci; non siamo guidate da regole ormonali o biologiche. Siamo libere di esplorare quello che vogliamo, e di avere rapporti fisici con le altre persone, di entrambi i sessi, in qualunque modo ci piaccia.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona