Giornata Mondiale della Popolazione

World Population Day: un’occasione mancata

Perché tutti contano’. Non è lo slogan di una nota marca di cosmetici, ma dell’UNFPA, the United Nations Population Fund, una agenzia per lo sviluppo internazionale che opera sotto l’egida delle Nazioni Unite e che promuove il diritto di ogni donna, uomo o bambino, di godere di una vita in buona salute e di eque opportunità sociali.
Ne parliamo perché anche quest’anno si è svolto, l’11 luglio, il World Population Day, la Giornata Mondiale della Popolazione, istituito dalle Nazioni Unite 17 anni fa, nel 1989.

Quest’anno l’incontro è stato dedicato ai giovani e in particolare alla riflessione sulla salute sessuale e riproduttiva ed alle potenziali implicazioni che ha tutto questo con il raggiungimento degli obiettivi previsti nel 2015, nelle Mete del Millennio.

L’ UNFPA aiuta i Paesi con alta natalità a ridurre la povertà e a fare in modo che ogni gravidanza sia voluta, ogni nascita sia sicura, ogni persona giovane non rischi il contagio da HIV e non si ammali di AIDS ed ogni ragazza o donna sia trattata con dignità e rispetto. Il problema della natalità infatti è enorme: nell’ultimo rapporto, la popolazione mondiale risulta essere arrivata a sei miliardi e mezzo di persone, con un tasso di crescita del 1,14% annuo. In questo contesto, l’importanza della salute riproduttiva è cruciale per raggiungere gli obiettivi di salute pubblica che l’organizzazione delle Nazioni Unite si pone come traguardo.

La salute riproduttiva infatti è considerata uno dei diritti umani. Del resto, le cattive conidizioni della salute riproduttiva in molti Stati sono la causa principale di morte e malattia delle donne nel loro periodo fertile. Inoltre, nel mondo si stima che siano 350.000.000 le coppie che non hanno la possibilità di pianificare le nascite all’interno delle loro famiglie.

L’UNFPA promuove: l’accesso universale all’informazione sui metodi contraccettivi;  la possibilità che tutte le donne incinte possano usufruire di un servizio ostetrico pre-natale; la prevenzione e la gestione delle malattie sessualmente trasmesse, incluso l’HIV.

Gli investimenti sulla salute riproduttiva, dice l’UNFPA servono per migliorare la qualità della vita, diminuire la diffusione dell’HIV ed incoraggiare la parità dei sessi. Questi benefici si estendono poi dall’individuo alla sua famiglia, e dalla sua famiglia alla società intera.

Oggi si stima che metà della popolazione mondiale — circa 3 miliardi di persone —abbia meno di 25 anni: l’UNFPA investe dunque in programmi che si occupano della salute, la cura, la formazone, le opportunità economiche di questi giovani. In particolare si occupa dell’informazione sui metodi contraccettivi, per prevenire gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale.

Nel sito UNFPA potrete trovare una dichiarazione di Kofi Annan, che fa da premessa all’impegno di questa agenzia internazionale: “Gli obiettivi di sviluppo del millennio, particolarmente l’eliminazione totale della povertà estrema e della fame non possono essere raggiunti se non si interviene sulle questioni della popolazione e della salute riproduttiva. Questo significa potenziare gli sforzi per promuovere i diritti delle donne e intensificare gli investimenti nella formazione e nella salute, inclusi informazioni sui metodi contraccettivi e sulla pianificazione delle nascite.

In pratica, l’accesso universale ai metodi di contraccezione e alla pianificazione delle nascite viene considerata la condizione essenziale per progettare un futuro migliore per  un miliardo e mezzo di persone di età compresa fra i 10 ed i 24 anni, che vivono in Paesi in via di sviluppo.  I giovani, in qualsiasi Paese vivano, ricco o povero che sia, devono possedere le conoscenze e gli strumenti per essere informati e per fare scelte di vita volontarie e responsabili ed in questo sono naturalmente incluse le decisioni sulla salute sessuale e riproduttiva

Facciamo l’esempio di un Paese povero: le Filippine : qui più di 3 milioni di giovani, circa il 20% della popolazione di giovani di età compresa fra i 15 ed i 24 anni ha rapporti sessuali pre-matrimoniali. Circa il 27% ha rapporti sessuali a rischio, il che significa sesso precoce, sesso promiscuo, sesso non protetto, sesso a pagamento, sesso omosessuale. Questi sono i dati forniti dallo Young Adult Fertility Survey II elaborato dall’Istituto di Statistica filippino nel 2002.  In più, si è visto che più di una ragazza su quattro resti incinta fra i 15 ed i 24 anni, secondo un altro studio demografico condotto nelle Filippine nel 2003. Ecco perché anche nel Paese asiatico si ritiene assolutamente necessario educare i giovani alla sessualità, gia a partire dai 10-15 anni.

Domanda: perché di questo convegno mondiale in Italia se ne parla così poco? In Italia sembra che questo problema della popolazione mondiale non sia proprio all’ordine del giorno… Cui prodest? A nessuno: infatti.
Del resto, i mezzi contraccettivi sono sotto processo, il progetto dei Consultori Pubblici è fallito, l’educazione sessuale nelle scuole non viene fatta a sufficienza ed è spesso affidata ad organizzazioni cattoliche che non spiegano certo ai giovani come si infila un preservativo… Il Governo barcolla, diviso, fra chi crede ad una concezione laica dello Stato e chi appartiene a mini-partiti e mini-movimenti completamente asserviti alla Curia per poter sopravvivere …  E allora? Meglio non mettere troppa carne al fuoco!
Almeno in America cercano di dissuadere i giovani attraverso i programmi di astinenza sessuale: "Dio vi vuole Santi": ricordate? Cosa abbastanza ridicola per noi europei, certo, ma almeno si tenta di fare qualcosa per un problema che riguarda tutti, giovani e meno giovani…

Tra le poche cose che si trovano in rete su questa giornata vi segnalo EcoAlfaBeta del network Blogosfere.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona