Troppo poche le donne regista? A Hollywood sembra di sì

donne regista

"Anche il Senato degli Stati Uniti è più progressista di Hollywood!": così si sfogano le Guerrilla Girls americane che proprio non ci stanno al quotidiano constatare che i film di registe donne non vengono mai pubblicizzati e non sono mai nelle top sfonda/botteghino.

Eppure di signore della pellicola ce ne sono, eccome: Mira Nair forse è quella che riesce a spingere di più le sue fatiche in vetta ai blockbuster, ma a vincere premi importanti a festival come il Sundance per metà sono donne. Forse la risposta all'interrogativo è già in questa affermazione: il Sundance è un festival di cinema indipendente, ed è proprio in quel talentuoso ma spesso poco luminoso spicchio dello spettacolo che si ammassano le donne registe.

Io non vedo un film di Jane Campion da troppo tempo, ma una Julie Taymor ("Frida", "Across the Universe") dove la mettiamo? Confidiamo in lei, sperimentatrice del visivo, come in tante altre, soprattutto per sdoganare la figura del regista-femmina da quella del film di genere dolciastro-esistenzialista...

In Italia (stupore!) il problema non sembra essere così forte: la Comencini dirige per tutto l'anno, Sole Tognazzi gira ora un film a Torino, Wilma Labate presenta il suo "Signorina Effe"... ah sì, quella storia del genere dolciastro-esistenzialista... Ma non è detto che sia sempre così!

Foto| GuerrillaGirls.com

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