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Bruno Munari in mostra a Londra

Bruno Munari in mostra alla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra con opere legate al Futurismo, all’editoria e alla scultura.

Il video che vedete non è una puntata di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) ma semplicemente un frammento tratto dagli archivi storici della RAI, in cui si parla di Concavo-convesso esposto per la prima volta a Parigi nel 1946. Nessuna nostalgia di certo, perché è proprio in questi giorni che Bruno Munari in mostra a Londra torna come se fosse ieri -anzi- come se fosse oggi, data la sua perenne attualità di fine ricercatore della forma, e del pensiero che c’è prima, durante, e dopo.

Artista, designer, grafico, architetto, scultore, illustratore, scrittore, costruttore, affabulatore, amante dei bambini e della pedagogia come più ingegnosa, divertente, utile e funzionale delle arti per crescere un mondo migliore: questa era Bruno Munari e il suo modo di vedere la vita, leggera e pratica come molte delle sue creazioni.

Chi lo celebra è Londra, esattamente una mostra alla Estorick Collection of Modern Italian Art, curata da Miroslava Hajek in collaborazione con Luca Zaffarano e con il Massimo & Sonia Cirulli Archive. Al centro dell’esposizione ci sono le ricerche grafico-pittoriche, specialmente quelle affluenti al Futurismo, nonché i risultati concretizzatisi nella progettazione e realizzazione di numerose riviste dell’epoca, nonché alcune linee editoriali tutt’ora esistenti.

Concavo-convesso è una delle opere esposte per la prima volta nel Regno Unito, frutto della fusione tra il mondo matematico della sua struttura, e quello artistico della sua imprevedibile plasticità. Opera infinita nelle sue composizioni, leggera nel suo essere piano ricurvo, che come imprigiona rilascia lo spazio.

Legati alla mostra ci saranno eventi all’aperto, con una delle Proiezioni Polarizzate a illuminare la facciata del museo. Una possibilità in più di poter ammirare un’altra delle creazioni-sperimentazioni di Munari, realizzate grazie agli studi condotti sulle scomposizioni dello spettro luminoso attraverso apposite lenti.

Via | Artribune