Gay Pride, scritte omofobe dei fascisti

Via River e via Tom posso ammirare – per dir così – i manifesti anti-gay (ovviamente abusivi) che ieri mattina sono comparsi a Roma, in vista del corteo del Gay Pride di sabato. En passant, erano – ahimé – in via Merulana dove ho abitato quando vivevo nella capitale. Pare che i manifesti siano stati

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Via River e via Tom posso ammirare – per dir così – i manifesti anti-gay (ovviamente abusivi) che ieri mattina sono comparsi a Roma, in vista del corteo del Gay Pride di sabato. En passant, erano – ahimé – in via Merulana dove ho abitato quando vivevo nella capitale.

Pare che i manifesti siano stati preparati da Forza Nuova, il movimento neofascista che, coscientemente o meno, ha parafrasato un vecchio inno gay. Buon segno che prima ancora dell’intervento del Comune siano stati gli abitanti della zona a strappare quegli indegni manifesti.

Per sovrappiù davanti alla sede del Mario Mieli è stata trovata la scritta “Il lavoro rende liberi”, che i neofascisti conoscono benissimo essendo questa – in tedesco – all’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz. Oltre a ebrei e zingari anche migliaia di omosessuali morirono nei campi di concentramento e pare che i fascistelli nostrani abbiano nostalgia per quell’epoca. Poveri loro.

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