Serena Dandini provocatoria: "In Italia è più conveniente uccidere il coniuge che divorziare"

Intervistata da un noto magazine femminile, la presentatrice televisiva Serena Dandini ha presentato il suo progetto "Ferite a morte", con cui spera di riuscire a dare il suo contributo per arginare il crescente fenomeno della violenza sulle donne.

Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro il femminicidio e la violenza domestica e, proprio nel numero di Marie Claire di questo mese, la celebre conduttrice Serena Dandini, sempre molto impegnata nel sociale, si è espressa su questo drammatico fenomeno, in costante aumento e, usando delle affermazioni provocatorie ma tutt'altro che scelte a caso, ha sottolineato che il problema riguarda tutti, non solo le donne ma anche gli uomini che devono mettersi in prima linea allo stesso modo e con il medesimo impegno.

La Dandini è intervenuta a proposito del suo progetto, Ferite a morte, nato per l'Italia ma arrivato in tempo breve prima al Parlamento Europeo e all'ONU perchè:

"(...) il problema non è solo nostro. Vio­lenza domestica e femminicidio sono gli unici elementi comuni a tutti i paesi, anche quelli considerati più ci­vili".

Serena Dandini si è poi espressa sulla situazione Italiana, soffermandosi sul fatto che, nel nostro paese, fino agli '80 c'era ancora il "delitto d'onore", pratica barbara e anacronistica, abolita solo nel 1981, che, da alcuni uomini, è probabilmente ancora considerata valida. E' la mentalità a dover cambiare, un passo fondamentale per un paese in cui ancora vigono troppi stereotipi ed una mentalità spesso sessista, soprattutto in alcuni strati della popolazione.

E Serena Dandini ha chiuso con un significativo appello agli uomini:

"Sono gli uomini stessi a dover cambiare la 'tradizio­ne'. Comincio a stancarmi nel vedere le battaglie portate avanti sempre e so­lo da donne, come se fosse solo un problema nostro. Gli uomini (...) devono far­si carico della loro parte di problema, perché a produrlo è il loro genere. Invece in tutto il mondo, nei servizi sociali, nell’avvocatura, nel volon­tariato, nei centri antivio­lenza, trovi solo donne. Come se fosse un argo­mento di serie B".

Via | Comunicato stampa Marie Claire

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