I genitori di Leonarda Dibrani aggrediti in Kosovo

Ennesima vicenda che coinvolge la giovane studentessa Leonarda Dibrani, la quindicenne kosovara espulsa dalla Francia mentre era in gita scolastica. Questa volta a rimanere vittima di un'aggressione sono stati i suoi familiari.

Torniamo a parlare di Leonarda Dibrani, la giovane studentessa di origini kossovare arrestata e rimpatriata insieme ai genitori lo scorso 9 ottobre mentre era in gita con i suoi compagni di scuola. La vicenda ha fortemente scosso l'opinione pubblica francese ed ha portato in piazza tantissimi ragazzi che si sono schierati a favore del rientro a Parigi della quindicenne che, dal 2009, viveva in Francia ed andava a scuola regolarmente.

Se è vero che le leggi vanno rispettate - anche se se, forse, andrebbero riviste e adattate alla società odierna che sta evolvendo rapidamente - per Leonarda deve essere stato un trauma terribile essere prelevata dalla polizia in un giorno come un altro senza ricevere spiegazioni. A rendere ancora più pesante la situazione ha contribuito un fatto avvenuto ieri a Mitrovica, in Kosovo, dove Leonarda e la sua famiglia sono costretti a vivere dal rimpatrio.

In pieno centro Leonarda e i suoi genitori sono stati aggrediti da un gruppo di sconosciuti; non si tratterebbe, però, di molestie legate ai fatti avvenuti in Francia ma ad una serie di liti tra famiglie. La mamma, schiaffeggiata, è ricoverata in ospedale ed il papà di Leonarda ha dichiarato che né lui né la sua famiglia si sentono al sicuro.

I Dibrani avevano chiesto asilo in Francia nel 2008 e, per velocizzare le pratiche, avevano dichiarato di essere nati tutti in Kosovo; la scoperta che alcuni membri della famiglia erano nati in Italia ha messo la famiglia in difficoltà e la loro pratica di di asilo è stata rifiutata perché ritenuta fraudolenta.

Proprio in queste ore molti esponenti del governo francese stanno chiedendo al Presidente Holland di far rientrare in Francia la ragazza ma è alquanto complicato pensare che la giovane possa separarsi dalla sua famiglia.

Forse, alla luce dei recenti sbarchi di immigrati sulle coste siciliane e a Lampedusa, dovremmo riflettere che chi mette a rischio la propria vita lo fa per darsi una possibilità, a sè stesso ma soprattutto ai propri figli, e che il sistema legislativo andrebbe adeguato alla situazione attuale che è ben diversa dal periodo in cui alcune leggi furono promulgate.

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