Al Solar Decathlon di Madrid, la bioarchitettura italiana vince tra le eccellenze

Med in Italy vince al Solar Decathlon di Madrid con la bioarchitettura, costruendo la casa del futuro nel rispetto e nell’economicità

Non sono le Olimpiadi della preparazione atletica, ma quelle dell’ingegno che guarda al domani, e che vede nella bioarchitettura la soluzione per un futuro sempre più sostenibile e tecnologico nel rispetto di uomini e ambiente; per questo Al Solar Decathlon di Madrid, la bioarchitettura italiana vince tra le eccellenze.

A vincere è esattamente Med in Italy, dove Med sta per Mediterraneo, sinergia realizzata dalle università Sapienza, Roma Tre, e della Libera Università di Bolzano, senza dimenticare il sostegno dei partner tecnici che hanno permesso la realizzazione concreta delle tecnologie necessarie.

Il progetto si sviluppa attraverso i cinque punti teorizzati da Le Corbusier, quelli per una nuova architettura sostenibile. Med è una casa che funziona a prescindere dagli impianti, per cui gli stessi muri sono realizzati con tubi di alluminio riempiti di sabbia, creando così un ottimo isolante termico.

Le parti attive sono una parete che fa ombra e al tempo stesso raccoglie la luce solare, piante per la verdura e contro l’inquinamento, e la parte più importante che è quella centrale, delle dimensioni di un container, con all’interno già tutti i servizi, il bagno e la cucina, che sono solamente da collegare con il resto degli spazi.

La velocità di costruzione è il terzo punto, essenziale specialmente nei casi in cui si manifestano emergenze abitative, cosa che ahinoi sappiamo bene con la nostra terra più volte scossa da terremoti. Con il principio di modularità, e con il suddetto cuore centrale, Med è stata costruita in cinque giorni, più altri cinque per il funzionamento degl impianti.

La qualità dei materiali è indispensabile, potendo arrivare a raggiungere il 100% di riciclabilità dell’intero nucleo abitativo. Legno per strutture e isolanti, plastica di derivazione biologica, e arredi disassemblabili pensati dagli studenti per il futuro riciclo.

Infine un’attenzione che ha avuto solo l’Italia è la possibilità, data la suddetta modularità, di poter concepire strutture multiple per non infierire sul territorio europeo già ampiamente sfruttato, densificando i centri abitativi con grandi edifici, che consentano anche di ottimizzare non solo gli spazi, ma anche le risorse energetiche.

Per tutte queste caratteristiche Med in Italy si è guadagnata un terzo posto, lasciando a Canopea, progetto della regione francese di Rhône-Alpes, il primo; e il secondo alla casa solare andalusa Patio 2.12. Ultima nota positiva: l’economicità di un prodotto altamente di qualità: 1.400 € al metro quadro, che con l’industrializzazione del modulo può essere ancor più facilmente diffuso a prezzi minori.