Bella, bionda e scusatemi ma parlo di papà (e non solo!). Sta facendo il giro dell'europa l'intervista di Barbara Berlusconi su Vanity Fair, non c'è giornale italiano che non riporti ampi stralci dell'intervista (ben 15 minuti il tempo di lettura stimato dal magazine) alla figlia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Partiamo subito col dirvi che Barbara non parla solo di Silvio Berlusconi, ma della sua famiglia, del parto del suo secondogenito, racconta la sua vita da mamma, del rapporto con il suo compagno, ma poi è inevitabile che le domande vadano su Silvio e Veronica.

Dalla scorsa estate quando nacque Alessandro, con Barbara che racconta "la nascita di Alessandro aveva portato grande armonia, e i miei genitori si erano ritrovati intorno al nipotino. Papà trornava a casa più spesso, era un'occasione di contatto in più" alla sottile querelle sulla lotta per il patrimonio a cui Barbara risponde: "A oggi non c'è nessuna lotta. E, se mio padre è un uomo giusto ed equo, non ce ne saranno nemmeno in futuro".

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Ma l'intervista prosegue e tocca l'argomento Franceschini "fareste educare i vostri figli da un uomo come Silvio Berlusconi" e Barbara risponde: "Non credo che Franceschini ce l’avesse con noi, figli di Berlusconi. Non è un episodio che ritengo grave o insultante. Credo parlasse di identità culturali diverse. Certo, era un attacco personale e non solo politico a Silvio Berlusconi, perché gli negava la capacità di essere padre. Ci potevano essere margini di ambiguità, le parole di Franceschini erano facilmente travisabili. Per questo mi sono limitata a puntualizzare quello di cui sono fermamente convinta: l’educazione e i valori che mi sono stati trasmessi dalla famiglia, e anche da mio padre, sono quei valori che mi hanno permesso di crescere nel rispetto di me stessa e degli altri. Con il senso della famiglia, l’osservanza delle regole e di tutti quei principi che sicuramente Franceschini avrà cercato di trasmettere ai suoi figli".

E da Franceschini si passa al divorzio e al dolore, sulla fine di un grande amore ("sono sicura che lo sia stato per la mamma") e si arriva ad un altro paio di dichiarazioni, alla domada Silvio Berlusconi, come premier, gode di consenso e popolarità. Come uomo, non è detto che debba essere un santo: lo ha ammesso anche lui. Che ne pensa, una quasi laureata in filosofia, di questa apparente contraddizione? Barbara risponde: "Penso che una società esprima un senso della morale comune. I rappresentanti politici che sono chiamati a ben governare, a far prosperare la comunità, sono anche tenuti a salvaguardare i valori che essa esprime, possibilmente a elevarli. Non credo, quindi, che un uomo politico possa permettersi la distinzione tra vita pubblica e vita privata".

Altra domanda: Che cosa ha pensato delle attenzioni che suo padre ha avuto nei confronti di Noemi Letizia, una ragazza che in apparenza non dovrebbe avere alcun vincolo con lui? "Mi ha stupito. È una dimensione che non ha mai fatto parte del mio quotidiano. La mia storia è quella di una ragazza che ha vissuto la sua giovinezza in modo sereno e normale. Non ho mai frequentato uomini anziani. Sono legami psicologici di cui non ho esperienza".

Intanto, Libero non perde l'occasione di difendere il premier e prende di mira Barbara Berlusconi aprendo il giornale con il titolo "Mi manda mammà". Il Guardian arriva a dire addirittura che Barbara Berlusconi ha "preso le distanze" dal padre, mentre sono decisamente più blandi i giornali spagnoli, che riportano l'agenzia Efe.

Totalmente ignorata dai giornali americani, l'intervista di Barbara Berlusconi trova invece ampio spazio sui giornali inglesi: il Times, Bbc e Telegraph. Ne parla anche Le Figaro, unico giornale francese a occuparsi dell'intervista e solo per poche righe.

Barbara risponde punto per punto, ma quel che conta forse alla fine e che Barbara come il padre ha imparato che è sempre meglio precisare per evitare di "essere fraintesi" e dopo l'uscita dell'intervista ecco la sua dichiarazione: "A proposito dell'intervista che ho rilasciato a Vanity Fair desidero che le mie risposte non vengano strumentalizzate ed estrapolate dal contesto in cui si trovano perché altrimenti rischierebbero di assumere un significato che invece non hanno e non devono avere. Il tono e il contesto dell'intervista erano infatti di affetto verso mio padre di cui ho grande stima sia come padre sia come politico".

Chissà forse "papi" si è arrabbiato?

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