L'appello di Giovanna scatena il web: "Se papà perde il lavoro a 57 anni"

Giovanna Gallo è una blogger ed esperta di social, che lavora a Torino. Ma il suo cuore rimane in Calabria, dove vive la sua famiglia e in questi giorni la storia del suo papà che ha perso il lavoro, da lei raccontata in una bellissima lettera, sta facendo il giro del web.

lettera

Giovanna Gallo è una brava blogger, esperta di social, che dalla Calabria si è trasferita a Torino, dove lavora presso un'agenzia che si occupa proprio di web. Recentemente una sua lettera ha scosso la rete, in particolare i social network: di cosa si trattava? Giovanna ha scritto un bellissimo appello dedicato al papà, che a 57 anni ha perso il lavoro.

Di certo perdere il lavoro non è facile, ma quando si hanno tanti compleanni sulle spalle, ma non così tanti da poter sperare nella meritata pensione, il trovarsi da un giorno all'altro senza un impiego può creare molte preoccupazioni: ci si può chiedere se ci sia qualcuno ancora disposto a darci fiducia, a darci la possibilità di dimostrare quanto valiamo.

Giovanna ha deciso di fare qualcosa di concreto per il suo papà tipografo, che a 57 anni si è ritrovato senza più un lavoro: lui che ancora lavorava alla vecchia maniera, che non sa usare il pc, che non ha mai scritto un curriculum e non ha mai sostenuto un colloquio... Cosa fare per ridare speranza ad un papà?

Dopo averlo aiutato un po' a distanza, provando a cercare dei luoghi di lavoro che avrebbero potuto fare al caso suo, Giovanna Gallo, davvero molto attiva nel panorama social italiano, ha pensato di fare una delle cose che le riesce a meraviglia: ha scritto sul web una lettera bellissima, sperando di poter sfruttare tutti quei contatti che si è creata nel corso del tempo come free lance per ridare al papà una speranza. Ma non solo al suo papà, bensì a tutti coloro che a 57 anni si trovano nella sua stessa situazione. E, purtroppo, sappiamo che sono tantissimi i papà e anche le mamme in queste condizioni.

Ecco tutto il testo della lettera che Giovanna Gallo ha pubblicato sui suoi profili social, scatenando subito la solidarietà del web che non si è fatta attendere: perché è vero, il padre di Giovanna potrebbe essere il mio, il tuo...

Mio padre ha perso il lavoro l'anno scorso. Da allora – vive in Calabria – un posto dove la crisi è ancora lì che batte fortissimo contro le finestre delle famiglie – è stato tutto un fiorire di “No”. Perché ha 57 anni, perché è un tipografo ma vecchio stampo – di quelli che il “Il pc come si accende?” – in un mondo di grafica digitale che giustamente si è evoluto, che ha però davvero tanta voglia di lavorare. Immagino che anche voi potrete enumerare casi simili a quello di mio padre, tanto più se vivete al Sud. Ecco, io oggi volevo dire una cosa: non c'è cosa più triste di quando tu sei serena, felice e soddisfatta della tua vita ma quelli a cui vuoi bene no. Così ho deciso di prendere in mano la situazione, di contattare tutte le tipografie che Google mi ha suggerito, poi sono passata alle copisterie e infine ai bar. È stata una disfatta.
Per me è stato straziante e allo stesso tempo tenero vederlo girare, per i primi tempi, con una lista lunghissima scritta a mano, con i nomi delle tipografie del circondario presi dalle Pagine Gialle, lui che non ha mai fatto un colloquio in vita sua, ma ci pensate, vostro padre, che fa un colloquio? Ci pensate a costruirgli un curriculum? Ha dovuto strappare il foglio, e perdere un po' la speranza di trovare qualcosa, una cosa piccola, che lo accompagni fino alla pensione.
Voi sareste pienamente felici della vostra vita, del vostro lavoro, sapendo che chi vi è vicino non lo è?

Ecco, io ho pensato una cosa: ci vantiamo tutti che il networking è la cosa fondamentale del web, che i gradi di separazione si riducono, che i contatti sono la cosa fondamentale. Io ho solo quello: contatti. E magari uno conosce tizio, che conosce Caio, che in Calabria, nel catanzarese, cerca qualcuno che gli dia una mano.

Ho pensato: scrivo minchiate, di solito, perché mi piace far ridere e poi sono una persona leggera, che c'è di male, in fondo? Non c'è niente di male nella leggerezza, se fa bene a me e agli altri.

Ma questa volta no. Io voglio arrivare a casa, questo Natale, e dire a mio papà: Forse c'è ancora una speranza per te, che hai solo 57 anni e tanta voglia di lavorare.

Secondo voi ce la farò?

C'è sempre speranza, fino a quando ci saranno persone disposte a fare tutto quello che è nelle proprie possibilità per portare felicità nella vita di chi si ama: e Giovanna ce lo ha dimostrato, grazie!

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