Troppe laureate in Iran: regolamentazione delle quote all'ingresso dell'università

studentesse iranianeIl 60% dei laureati delle università iraniane sono donne, e la cosa comincia a preoccupare. Fortissima è la resistenza al regime da parte delle donne iraniane per la tutela dei propri diritti, e ampia la loro presenza nel tessuto sociale. Ci sono donne iraniane che dirigono giornali come Zanan, ospedali, cantieri edili, aziende. Ci sono donne manager, ingegneri, direttori e prima che questo possa causare problemi all'assetto dei ruoli nel mercato del lavoro iraniano, il parlamento è intervenuto.

Blocco al libero ingresso ai test universitari: al prossimo esame d'ammissione ci saranno due quote paritarie al 30% per studenti e studentesse; il restante ingresso al 40% sarà affidato alla libera competizione. Solo da dieci anni alle donne in Iran è permesso di studiare all'estero e di avere accesso ad alcune professioni, come quella di avvocato (solo per il diritto di famiglia) e tassista (solo per donne), mentre controversa rimane la considerazione delle donne medico, che si vorrebbe per sole pazienti donne. E ora regolamentano anche gli accessi allo studio, chè non diventino troppe.

Evidentemente l'essere donna e l'avere una cultura sono un insieme eccessivo per l'Iran: quanta paura fanno queste studentesse che si laureano più dei colleghi maschi e pian piano cominciano a ricoprire posizioni sempre più importanti nella sfera sociale. Sono forti queste studentesse, in aula col foulard invece del chador, che osano ogni giorno un pò di più, piccole di fronte al regime e alla volontà del Paese, ma anche tanto forti e consapevoli del loro essere necessarie al progresso e allo sviluppo della scienza.

via | Repubblica

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