Porno-statua

statua hardL’arte è territorio franco, libero. Col pretesto dell’opera d’arte ogni anno veline, modelle e subrette si fanno immortalare volentieri come mamma le ha fatte, purché dietro alla macchina fotografica ci sia un occhio creativo e professionista.”Non si tratta di pornografia, per carità, ma di nudo artistico” si giustificano le interessate. E non sarebbe neanche necessaria giustificazione alcuna: farsi fotografare nude e guadagnarsi da vivere grazie al privilegio della bellezza è un loro diritto, una loro scelta, condivisibile o meno in base alle personali opinioni di costume e moralità. Io approvo, al massimo invidio, al massimo commento le immagini come se fossi un’esperta di photoshop.

La foto è carne, comunque, e conserva, seppure in forma stampata, l’anelito del vivo. Per questo è motivo d’ispirazione storica per l’autoerotismo globale. Dal barbiere, nei camion, nelle officine, nelle celle, negli appartamenti abitati da ragazzi, negli ambulatori per la donazione dello sperma ci sono poster, giornali, calendari, foto in sostanza.

Vorrei fare un sondaggio tra il popolo dotato di testosterone per capire se una statua, spiccatamente erotica, può far decollare lo stesso la fantasia e i suoi attributi.
Magari le tette della Venere di Milo non fanno lo stesso effetto di quelle della Sara Tommasi nel corrente mese. Ma cliccate su continua e vedrete cosa si nascone sotto il poetico manto di neve. Poi chiedete al vostro fidanzato cosa ne pensa, soprattutto se secondo lui, la ragazza si sta solo teneramente appoggiando sulla coscia dell’uomo.

Se anche il marmo funziona, non è il caso di ingelosirsi.



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