Understated psychedelia con influssi new age, new wave. Una donna fragile, sfumata, vissuta, ma con nessuna nostalgia, sempre trasparente e sempre sexy con un tocco di post-retrò. In un mood elettromantico ispirato alla musica dei Suicide. Questa è la donna della collezione spring – summer 2010 di Angelos Frentzos.

Le t-shirt si portano con una gonna che quasi non esiste e i jeans con un top fantasma. E poi è un susseguirsi di drappeggi, decostruzioni, asimmetrie. I tessuti sono leggeri e senza peso, con improvvisi inserti rigidi, dettagli scolpiti per indurire collo e vita. Maglieria è drapé, tinta a mano in ogni capo. 

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Le giacche sono piccole con spalle insellate come altari, mentre i tubini sono in fettuccia di gross grain trapuntata con lavorazione a spirale. Non mancano i bustini-scultura con sciarpa che fanno molto Tina Turner meets la Venere di Milo.

E ancora applicazioni effetto Prince-style, e ancora jeans a sigaretta con una canotta no-structure in jersey di cashmere, il cardigan di cotone super lavato, il gilet indossato come una comoda jacket.

La stampa fotografica incornicia una montagne di borchie bruciate dai flash dei fotografi e gli scolli si fanno tirati, mentre le maniche si arrotolate. Il tutto impreziosito da ricami con mini spille da balia e borchie invecchiate, e applicazioni di tulle con simboli di art comics.  

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