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di Valentina Sansoni

Grande impatto sensoriale ha creato il defilè di Albino, durante la Milano Fashion Week. Un incastro di luci e una miscela di suoni in diretta dalla natura più selvaggia fanno da sfondo ad una passerella ricca di eclettismo decò, reminiscenze coloniali e pennellate di esotismo.

I colori del deserto si animano e prendono la forma di chiffon impalpabile e sfuggente. I materiali principe sono il nylon dai riflessi cangianti e la morbida ed eterea seta dipinta con la tecnica della toile de joux.

Albino si fa portavoce di un innovazione estetica: si assiste ad un cambio di rotta nel concetto di proporzione e di volume. La dimensione è enfatizzata ma nello stesso tempo, e con uno stupefacente effetto finale, accostata al suo contrario. La forma si reinterpreta e diventa la co-protagonista di questo fashion show.

Trench oversize sopra abiti stampati che sanno esaltare le forme femminili, caban asimmetrici sopra longuette mackintosh, tuniche drappeggiate e caban a ruota, abiti tunica e bluse mixati in armonia con pantaloni in crepe maroquin oppure con shorts in chiffon nero o con gonne a corolla in gazar di seta.

I colori sono quelli evocativi della giungla ma anche quelli morbidi e sfumati dell'africa al tramonto. Giardini tropicali, lontani e sensualissimi, si accostano dolcemente all'enfasi geometrica delle forme. La donna di Albino evoca ed alterna paesaggi e sensazioni di un altrove magico, naturale, rasserenante, ad una visione della femminilità decisa, elegante e piena di seduzione.

photo by Style.it

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