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di Valentina Sansoni

Le modelle di Roberto Musso sfilano a Palazzo Landriani, sede dell'Istituto Lombardo Accademia di Scienza e Lettere, un luogo pieno di fascino e di antica eleganza che, per la prima volta nella sua storia, apre le porte al mondo della moda.

Il sodalizio tra Musso e questo luogo pieno di vissuto e di cultura milanese permette, oltre al finanziamento per il restauro di alcuni dei preziosi manoscritti cinquecenteschi in esso contenuti affinchè ritornino agli antichi splendori, anche la possibilità di godere di un fashion show molto raffinato.

La contaminazione di Musso tra moda e arte ha il sottofondo di una sonata di Bach rivisitata in chiave jazz, mentre le modelle sfilano nella biblioteca affrescata.

Eliminata qualsiasi reminiscenza maschile, le forme archetipe di Musso diventano piccole alchimie di creatività, mirando a sottolineare esclusivamente la grazia femminea.

Nodi e pieghe origami che scendono applicate al punto vita, top a balze asimmetriche in voile di cotone rosa abbinato a hot pants neri con nastri in raso a segnare il fianco. I colori sono per lo più lunari, altrimenti accostano gli effetti ghiacciolo a tessuti dipinti a mano in technicolor.

Non mancano, poi, astuzie ottiche come l'abito in mousseline di seta e jacquard di seta percorso da una passamaneria rigata davanti e dietro che sembra applicata ma è tessuta. Infine le scarpe: platform open toe oppure colorate riedizioni metropolitane delle infradito in legno delle geishe giapponesi.

photo by Style.it

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