Pubblicità machista D&G: risvolti sul caso

pubblicità contro le donne, accuse di machismo a D&GCome avevamo riportato , Dolce & Gabbana hanno fatto una grossa cappella in fatto di immagine internazionale: quella pubblicità machista, che simulava un atto di violenza perpetrata a danno di una modella in posa, ha destato polemiche rimbalzanti dalla Spagna all’Italia, dove la pubblicità è giunta in un secondo tempo.

I due stilisti, ritirando la campagna in Spagna, si giustificano dicendo che anche la pubblicità rientra tra le forme di libertà artistica e che quel manifesto non era stato creato con l’intento di offendere la sensibilità femminile. Il lavoro di Dolce & Gabbana è quello di vestire e valorizzare quotidianamente le donne, perciò si tratta di una cappella, niente di più. Forse un pretesto per scandalizzare, per far parlare di sé, oppure l’opera di un pubblicitario ubriaco cui è stata data carta bianca. Il polverone sollevato è comunque cospicuo e c’è chi raccoglie firme contro.

Fatto sta che D&G sono passati da maschioni volgari proprio in tempi di 8 Marzo, quando i riflettori sono puntati sulle donne e gli indici giustamente contro chi le maltratta e le offende. Valeria Fedeli della CGIL vuole, a nome della categoria e delle donne, delle scuse formali per tanto cattivo gusto e la censura completa della pubblicità, altrimenti minaccia un boicottaggio collettivo al marchio D&G in occasione della festa delle donne.

I due ex fidanzatini mi sono sempre sembrati l’ultima minaccia per la mia categoria e in ogni caso non aderirò all’eventuale sciopero: giovedì prossimo avevo già programmato di comprarmi un top da 800 euro con una D su una tetta e una G sull’altra.

  • shares
  • Mail