Consumatore convergente e novità export: ecco cosa ci ha insegnato Abitare il Tempo 2012

Abitare il Tempo 2012, l’arredamento parla ad un consumatore convergente

di giulia

Una fiera funziona non solo per la sua capacità di selezionare gli espositori e le novità che questi propongono, ma anche (o forse soprattutto) se è in grado di presentare percorsi di ricerca e approfondimento, siano questi esposizioni, monografie o dibattiti.

Ecco ad esempio cosa è appena emerso ad Abitare il Tempo, manifestazione per antonomasia del design a Verona -quest’anno capitanata da Giulio Cappellini, che vedete qui sopra- da sempre attenta alla ricerca di nuovi stili, indagati anche attraverso la formula dei workshop e degli eventi. Innanzitutto, il consumatore di design si è fatto “convergente”: non arriva più in negozio come uno sprovveduto, ma attraverso la rete e i siti istituzionali che la popolano (senza parlare dei blog!) si è fatto già un’idea delle possibili soluzioni che gli interessano e degli aspetti critici che vuole indagare.

La convergenza, dunque si manifesta nella capacità di mettere insieme informazioni provenienti da contesti diversi in maniera molto più consapevole, dando vita ad un processo di acquisto che -causa crisi- è sempre meno impulsivo e sempre più dettato da una selezione accorta, generalmente orientata a mettere insieme tradizione e modernità, multifunzionalità e gradevolezza estetica (ecco spiegato, per esempio, il grande boom dei trasformabili). Con grande attenzione al rapporto qualità prezzo.

Non mancano gli aggiornamenti, inoltre, sul versante dell’export per le aziende Made in Italy. Il nostro paese, terzo produttore al mondo di mobili e primo in Europa, sembra lentamente risalire la china dopo la batosta del 2009, quando il calo del fatturato toccò un delicatissimo -19%. La ripresa, seppur misurata, arriva soprattutto dalla crescita dell’export nelle aree delle nuove economie emergenti, che si attesta intorno ad un +7%. A fare la differenza, la capacità di esportare in mercati fino a poco tempo non prioritari come Pacifico, Sudamerica, oltre a realtà da anni in constante sviluppo quali Golfo ed Europa dell’Est. Deboluccia, invece, la ripresa di Nord America (+2%) ed Europa (+1%).

Infine, una lezione da imparare: i migliori risultati nell’esportazione arrivano da quelle realtà produttrici che riescono a superare i limiti congeniti dell’essere piccola e media impresa, e riescono ad aggregarsi in contesti più grandi (ad esempio i consorzi) dando vita a nuove sinergie capaci di portare fisicament l’azienda al di fuori dalla dimensione locale che le è propria.

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