Nel 2009, anno internazionale delle fibre naturali, è possibile per il settore del tessile italiano conciliare business, innovazione di prodotto e sostegno ai produttori africani?

L'ICE, Istituto Nazionale per il Commercio Estero, in collaborazione con il CDE, Centre du Development de l'Enterprise (CDE) di Bruxelles, un'istituzione UE-ACP che si occupa di supporto al settore privato nei Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico e d'intesa con Fairtrade Italia (l'unico marchio di certificazione per la filiera del cotone equo solidale) e Sistema Moda Italia (SMI)/Fondazione Industrie Cotone Lino, organizza a Milano, il 18 novembre 2009, un seminario sul settore del cotone equo solidale ed ecologico che offrirà spunti, casi di successo, testimonianze di chi ha già percorso questa strada.

Nel 2008 il mercato equo solidale in Italia ha sviluppato un volume di vendita a valore stimato in circa 43,5 milioni di euro (+12% rispetto al 2007). Ciò si traduce in interessanti opportunità per le aziende che, diversificando gli approvvigionamenti, hanno la possibilità di garantire una migliore qualità ai propri consumatori, raggiungendo nuove nicchie di mercato. Nel settore tessile, in particolare, possono aprirsi ulteriori margini di sviluppo, concretizzabili grazie all'utilizzo del cotone certificato Fairtrade. 

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Fairtrade è il marchio di certificazione internazionale del Commercio Equo e Solidale gestito nel nostro Paese da Fairtrade Italia, consorzio senza scopo di lucro fondato nel 1994 e costituito da organismi che operano nella cooperazione internazionale, nella solidarietà e nel Commercio Equo e Solidale.

Il marchio Fairtrade garantisce che i prodotti con il suo simbolo siano stati lavorati senza causare sfruttamento e povertà nel Sud del Mondo e siano stati acquistati secondo i criteri del Commercio Equo e Solidale. Fairtrade è l'unica certificazione etica internazionalmente riconosciuta, che si avvale di un logo unico, uguale per tutti i Paesi del Mondo.

Il cotone, uno dei più importanti materiali per il comparto tessile ha un notevole impatto ambientale durante il suo ciclo produttivo tradizionale. Le lavorazioni del cotone certificato Fairtrade ed i prodotti in cotone certificati Fairtrade facilitano lo sviluppo di un contesto in cui i produttori lavorano nel rispetto dell'ambiente e della biodiversità locale, attuando processi a basso impatto ambientale

I dati di una ricerca internazionale elaborata nella primavera del 2009 da Globescan su un campione di 14.500 persone in 15 paesi, tra cui l'Italia, testimoniano che il Fairtrade è in ascesa. La ricerca dimostra che i consumatori di oggi si aspettano da parte delle aziende più attenzione e maggiore eticità nella gestione del rapporto con i produttori dei paesi in via di sviluppo. Nove intervistati su dieci hanno fiducia nel marchio Fairtrade. Nonostante la crisi dei consumi in atto, gli ultimi dati di vendita dei prodotti certificati Fairtrade nel mercato italiano parlano ancora di crescita. I consumatori di tutto il mondo hanno speso nel 2008 circa 2.9 miliardi di euro per i prodotti certificati Fairtrade.

Molte aziende leader del settore, tra cui Le Coq Sportif in Francia, Muji, Marks&Spencer ed Accessorize nel Regno Unito, sono già licenziatarie del marchio Fairtrade. In Italia, Pedano, da sempre all'avanguardia nel mondo dell'arredo&design, ha da tempo intrapreso questa strada ma non può essere il solo.

E' per questo che il 18 novembre l'ICE organizza a Milano un convegno sull'utilizzo del cotone equo solidale ed ecologico, illustrando le interessanti opportunità e gli innumerevoli vantaggi del progetto.

Qui le immagini delle t-Shirt Le Coq Sportif realizzate con cotone equo solidale del Camerun e dedicate al tennista francese di origine camerunense Yannick Noah. (copyright image @ Max Havelaar Svizzera)  

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ultimo aggiornamento: 14-11-2009