Scegliere lo shampoo non è così difficile: ne esistono solo 4

solo 4 tipi di shampoo esistenti al mondo

Oggi sono caduta dalla sedia: una certezza granitica, una convinzione marmorea, si è frantumata davanti ai miei occhi su una pagina web. Esistono solo 4 tipi di shampoo al mondo. Cosa?! Ma se io ne ho provati almeno 1200 in meno di 30 anni di lotta contro il ricciolo ribelle… Allora ditemi che i 14 euro che spendo ogni mese per comprarmi il prodotto più convincente, sono 168 euro all’anno che butto sistematicamente nel water. Allora ditemi che Jennifer Aniston , la chioma più copiata del mondo, si lava la testa con un pezzo di sapone di marsiglia, allora ditemi che è tutto inutile.

In realtà mi era già venuto qualche dubbio quando, avendo finito il mio shampoo privato, ho usato una bustina di detergente intimo e sono uscita dal bagno con un liscio lucido da far invidia. O un’altra volta che ho usato il flacone convenienza della mia coinquilina e non ho notato grosse differenze. Forse sono vittima anch’io della confezione, della marca, dei consigli della parrucchiera che mi aggiunge la carissima boccia sul conto a fine piega, forse non è solo colpa della pubblicità (perché io evito accuratamente tutti i prodotti troppo pubblicizzati), forse è colpa del consiglio d’autore. Jennifer Aniston non dirà mai come si cura veramente i capelli, dirà che usa lo shampoo che la paga per dirlo, e in realtà usa il detergente intimo. Fatto sta che a quanto pare esistono 4 tipi fondamentali di shampoo:


  • quello che pulisce in profondità
  • quello che amorbidisce
  • quello per bambini
  • quello anti-forfora

Le varianti sono comunque sottospecie montate di queste 4 categorie. Le essenze, gli oli, le erbette, gli emulsionanti, i profumi, i balsami, i semi, la placenta costano un euro e mezzo in più ciascuno, come il salamino o la bufala aggiunti sulla pizza.

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