Unioni civili, i cattolici del PD pensano a un’alternativa alla stepchild adoption

L’area cattolica del PD sta lavorando a un “nuovo istituto giuridico che consente al partner di occuparsi del bambino, figlio del compagno, svolgendo tutte le funzioni genitoriali”.

Si avvicina il 26 gennaio, giorno in cui le Unioni Civili inizieranno il proprio percorso in Senato, primo passo verso una Legge che dovrebbe arrivare nel corso di questo 2016.

Oggi il quotidiano La Repubblica, in vista delle accese discussioni incentrare sulla stepchild adoption tanto odiata da cattolici e orientati più a destra, dà conto della contromossa che sarebbe stata avanzata dai cattolici del PD, pronti a proporre un’alternativa alla stepchild adoption.

Lo spiega Rosa Maria Di Giorgi, impegnata nella stesura del dossier insieme a Emma Fattorini e Stefano Lepri:

Si tratta di un nuovo istituto giuridico che consente al partner di occuparsi del bambino, figlio del compagno, svolgendo tutte le funzioni genitoriali. Con la possibilità quando compirà 18 anni di poter scegliere l’adozione.

Questo, secondo i cattolici del PD, dovrebbe costituire un’alternativa alla stepchild adoption in grado di mettere d’accordo più o meno tutti e di scongiurare, dicono loro, ”l’apertura della strada all’utero in affitto”.

La relatrice del ddl, Monica Cirinnà, ha già annunciato che non intenderà scendere a patti coi cattolici del PD, restando ancorata al testo già incardinato al Senato.