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E' ambientata in una Wunderkammer profumata di ambra e di assenzio la nuova collezione donna autunno – inverno 2010/2011 di Etro, dedicata a collezioniste raffinate e poliedriche che coltivano l'idea di un lusso informale avvolte in vestaglie dannunziane e in liquidi kimono.

Dall'imponente porta che si apre sul nuovo si materializza per incanto una figura sensuale e ieratica, un'intellettuale acuta e sensibile con il glamour di Diana Vreeland e lo charme cerebrale di Peggy Guggenheim. E' una donna indipendente, colta e volitiva, dallo spirito itinerante. Dei suoi viaggi porta sé memorie esotiche legate all'inebriante energia dell'ambra.

L'Oriente diventa punto di partenza di una rigenerazione esistenziale ideale per recuperare la propria identità. Un universo in cui gli opposti si attraggono dando vita a un intimo crossdressing di fogge e attitudini. Maschile e femminile, unito e stampato, coabitano nel medesimo look, con inedite contaminazioni fra l'austerità della divisa militare e il dinamismo della metropoli.

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Le minivestaglie sovrapposte ai blazer doppio petto si portano sui pantaloni destrutturati stile Sarouel, rivisitati nell'ottica di un homewear di lusso, dove anche le pellicce e gli abiti da cocktail si trasformano in cardigan.

La gonna a tubo del tailleur in tweed dall'allure neocoloniale supera il ginocchio e si alterna a quella drappeggiata con nonchalance effetto plaid, abbracciando una morbidezza che privilegia tessuti lievi ma corposi, compatti e stretch.

Come il satin ricamato di arabeschi di soutache tono su tono nei duvet e negli abiti da sera o il drapp di seta, congeniale alle nuove stampe, piazzate e intermittenti come tatoo, geneticamente alternative al classico all-over.

Qui si rivela tutta la raffinata ricerca, in omaggio a una nuova tradizione che si traduce in fantasie bidimensionali e decorative raffiguranti il tipico motivo Paisley, unito a simboli sacri come i dragoni che donano forza e fortuna a chi li indossa, accanto ai totem della suggestiva iconografia dei samurai. Sono fantasie nate per transitare sul corpo definendo i punti chiave di una silhouette affusolata e dalla vita sempre segnata.

Tutto scorre su un fiume rosso lacca, ad animare una palette già vibrante di toni legati al mondo delle pietre dure: smeraldo, giada, ambra, declinati sia negli abiti in satin e velours dévoré, sia sugli accessori, decorati da fregi, nappine, cubi di ebano intagliati che evocano la magia della Città Proibita.

Completano il nuovo look le decolletée di velluto dal tacco flessuoso, i tronchetti marziali chiusi dai nodi delle cinture obi, le clutch in raso matelassé impreziosite da fregi di ottone stilizzati e i bijoux importanti con applicazioni in onice, giada, corallo e sodalite. 

 

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ultimo aggiornamento: 02-03-2010