L’austerità di Lundstrom e la follia di Liddell: contrasti nella terza sera dell’LG Fashion Week a Toronto

Notte. Calma. suoni posati, appena ovattati. Il rumore dei tacchi sulla passerella è lontano mille anni luce sulle strade deserte di Toronto. Il terzo giorno dell’LG Fashion Week, la settimana della moda ‘torontina’ si è chiuso già da ore, ma questa volta il segno che porta con sé è profondo. Nulla a che veder con

Notte. Calma. suoni posati, appena ovattati. Il rumore dei tacchi sulla passerella è lontano mille anni luce sulle strade deserte di Toronto. Il terzo giorno dell'LG Fashion Week, la settimana della moda 'torontina' si è chiuso già da ore, ma questa volta il segno che porta con sé è profondo. Nulla a che veder con l'inizio stentato di domenica e l'agonia di lunedì. In questo ricchissimo martedì sono stati molti gli stilisti a 'scendere in campo' a mostrare le proprie collezioni.Biddell2.jpg Si è cominciato nel pomeriggio con Orange by Angela Chen, stilista asiatica direttamente da Vancouver che ha proposto 23 capi sotto il titolo "Contrast", dove a farla da padrone è stato appunto il 'contrasto' fra il bianco crema e il nero, un contrasto che rispecchia, secondo le parole della stilista, lo stile di due città a lei care, la sofisticata New York e la dolce Vancouver, appunto.
Subito dopo è toccato a Saniya Khan, stilista che vede scorrere nelle sue vene sangue pachistano, afghano e iraniano: per lei abiti di eccellente fattura e tessuto, con pelliccia pregiata a rendere il tutto un mix di classe sopraffina.
"L'obiettivo era amischiare, e io amo mischiare" ha detto Saniya, che ha aggiunto come la sua collezione sia stata pensata per una donna 'contemporanea'. E tanto melange di culture si è trasferito nel cambiare rutilante dei colori in passerella,
rosso, blù e verde, a toccare seta, velluto, chiffon, lana e cashmere.
Via via il pomeriggio canadese ha proposto sul 'catwalk' Zoran Dobric, LOVAS Wesley Badanjak e Pat McDonagh, fino ad arrivare al doppio evento serale: il debutto della collezione LUNDSTROM e la chiusura di Evan Biddell.
La prima, Linda Lundstrom, è stata una serie di 39 capi semplici, pratici, dai colori autunnali e pastellosi, di grande effetto e calore ma assolutamente rigorosi. A chiudere il secondo e la sua follia, completa, totale, che mischia il punk all'arlecchino. Il nome della collezione di Biddell è "Prehistory" e si snoda su temi ispirati a Kate Bush ("L'originale Lady Gaga" dice Biddell) e Joann Jett, una rocker che ha sempre disprezzato il giudizio altrui. Curioso, per chi del giudizio dell'audience in passerella costruirà il proprio successo.