Il grande problema del mercato italiano dell’orologeria sta nella sua eccessiva dipendenza da quei prodotti, straordinari, sia chiaro, troppo legati alla loro immagine di status symbol. Situazione che crea una specie di “cartello” in cui poche aziende esercitano un dominio pressoché incontrastato a tutti i livelli di prezzo ma non permette l’ingresso di nuovi competitor. Morale, troppo spesso si finisce per acquistare un orologio non in funzione della sua qualità meccanica, quanto di quello che rappresenta.


Certamente, se all’atto della scelta si valutasse anche il valore meccanico della creazione orologiera, la concorrenza sarebbe molto più agguerrita. E invece ci si sente laconicamente ripetere da alcuni costruttori che il mercato italiano non interessa: troppo orientato sui marchi già esistenti. Glashutte, delizioso paesello alle porte di Dresda è il cuore dell’orologeria germanica: Glashutte, A. Lange & Sohne sono solo le aziende più conosciute anche da noi. Esattamente di fronte agli stabilimenti Glashutte sta un costruttore nato da poco (fine anni Novanta) ma in possesso della caratteristica di “manifattura”: ovvero ogni componente dell’orologio viene disegnato, sviluppato e prodotto in casa: NOMOS.
Presentiamo in queste pagine il Tangomat Datum, segnatempo dotato di grande semplicità ed eleganza formale, ideale per un polso sofisticato ed esigente. Ha la cassa in acciaio (38,3 mm di diametro), movimento meccanico a carica automatica, datario alle ore 6, vetro zaffiro lato quadrante e lato fondello, cinturino in coccodrillo. E, si osservi, con un prezzo di meno di 2.000 euro, un orologio di manifattura è un acquisto pressoché obbligato!

Iscriviti alla nostra newsletter
I video di Pinkblog Guarda di più
Altro su Orologi Leggi tutto