Pitti Uomo 78: il manifesto di Andy Richardson è stampato su una t-shirt: “We all want to change the world!”

Andrea Bertacca alias Andy Richardson è un creatore di tees. Sorprende che per la collezione presentata a Pitti Uomo 78 Andrea non si sia accontentato di pensare e disegnare le sue creature di cotone ma ha deciso di lanciare un messaggio social al mondo del fashion.   Ha scelto per la t-shirt manifesto di questa collezione

Andrea Bertacca alias Andy Richardson è un creatore di tees. Sorprende che per la collezione presentata a Pitti Uomo 78 Andrea non si sia accontentato di pensare e disegnare le sue creature di cotone ma ha deciso di lanciare un messaggio social al mondo del fashion.  

Ha scelto per la t-shirt manifesto di questa collezione un mito a-temporale per diffondere frasi estratte dai discorsi di John trasformandoli immediatamente in un "segnale contemporaneo". La t-shirt "Dream" diventerà sicuramente il must have della prossima SS 2011.   

Non solo parole come dream, future, idealist, illusion stampate su una t-shirt ma anche un modo per svelarci qualcosa in più di Andy Richardson, marchio emergente non privo di un accento british, oggi presente nel mercato con collezioni sempre più strutturate e complete (t-shirt, polo, giacche, pants etc.).

Mente e cuore del marchio è Andrea Bertacca, che spiega il senso del suo manifesto. Colpisce subito vedere John su una t-shirt e leggere frasi che la memoria collettiva (anche la più giovane) si porta dietro per sempre. Non ci siamo lasciati scappare l'occasione di parlarne con Andrea per saperne qualcosa di più.

Parlaci di questo nuovo progetto presentato a Pitti Uomo, da dove è nata l'idea di realizzare una t- shirt dedicata alle parole di un mito degli anni sessanta? L'idea di creare questa maglietta mi è venuta pensando appunto a personaggi di un passato, ho sempre guardato indietro prima di pensare al presente, pur essendo giovane, trovo che una certa cultura anni sessanta sia assolutamente moderna e riadattabile ai nostri giorni. Ho incominciato a buttare giù le prime idee e i primi disegni, portando finalmente a termine il progetto, cercando di trovare le frasi e le idee che più si avvicinavano al mio modo di pensare, poi tutto e venuto fuori naturalmente. Credo ci sia bisogno di sognare, di ideali, di uomini capaci di rivoluzionare le idee e di cambiarle.

Hai disegnato tu le grafiche? Si le ho disegnate io, ho dovuto fare molte prove prima di ottenere la combinazione giusta. Ogni volta che terminavo un disegno lo facevo vedere ai miei amici e insieme lo confrontavamo con le immagini, i video, la musica da cui avevo preso ispirazione.

Durante la progettazione, c'è stato un momento in cui hai pensato, finalmente ho trovato la frase perfetta? Non c'è stato un momento preciso, ho guardato ed ascoltato molto materiale, ho cercato di capire quali fossero le parole che "venivano fuori" da certi discorsi, le parole che restavano in mente, un po' come accade oggi con i link che metti tra i bookmarks. Guardando la tv, sfogliando riviste, parlando con gli amici, è così che le idee mi sono venute. Mi ricordo che la frase we need man who can dream on things that never were me la sono ricordata una sera prima di andare a dormire. 

Qual'è la difficoltà  più grande che hai incontrato fino ad ora? Non riesco a stare fermo, lavoro sempre, disegno, viaggio e mi dedico alle mie collezioni, lavorare a Prato mi è servito a saper trattare la materia, quindi seguo sempre tutto anche il modo di poter stampare una grafica. Tutto mi viene molto naturale, anche l'aspetto commerciale, ma sfondare in Italia per un brand emergente come il mio non è semplice. A volte penso di esagerare, di fare e di voler fare troppe cose ma poi non potrei farne a meno. 

Quando ti sei accorto che le tue t-shirt funzionavano? I mie amici che le hanno indossate per primi mi hanno spinto a provare e poi quando ho iniziato a vederle in giro, per strada. Se non ci fosse stata questa risposta non avrei mai continuato.

Come proseguirà  questo progetto? Secondo me la t-shirt rappresenta oggi quello che era la camicia azzurra o bianca in passato, una volta ho visto qualcuno che aveva scritto sopra una maglia "cambio le mie t-shirt come il mio stato d'animo" ed in effetti è così. Usarle per mandare messaggi, appropriarsene e farli propri è un universo di inesauribile creatività. Quindi continuerò sicuramente su questa strada, allargando la mia collezione come sto già facendo.

Designer, imprenditore, fotografo, editor delle Andy Richardson Chronicles. Ma da grande cosa vorresti fare? Ne ho fatte tante, ho studiato business per accontentare mio padre e lavorare insieme a lui. Adesso che ho una azienda mia, capisco cosa significa, quindi sono un creativo pragmatico che sa bene quanto sia dura sfondare. Per adesso continuo con Andy…poi si vedrà.