Catarina Hällzon e i gioielli mega

Lei si chiama Catarina Hällzon, è scandinava ed è un’artista. Una designer, per la precisione, di gioielli. Il progetto si chiama invece, senza nulla lasciare all’immaginazione ma molto all’interpretazione, “The body’s relation to jewellery”.

Perché un gioiello ha molto a che fare con l’immateriale – è simbolico, è un sogno, è un dono – ma anche con il corpo che lo porta. È per questo che i gioielli di Catarina esplorano proprio la loro corporeità e le reazioni del corpo che li indossa.

Dice: “Quando ricordiamo qualcosa, chiamiamo in aiuto tutti i nostri sensi. Le cose le sentiamo, le vediamo, le annusiamo e le ascoltiamo. Quando ci imbattiamo in un oggetto ne registriamo forma, colore, suono. Ma registriamo anche il suo sapore, o se è pesante o leggero… Perciò quando ricordiamo qualcosa ne richiamiamo anche il suo aspetto e ricordiamo il suo effetto sul corpo. Ricordiamo le reazioni del corpo. A me interessa scoprire cosa accade quando la realtà non coincide più con ciò che ci si aspetta.”

E infatti le sue collane sono lunghe oltre misura, con perle enormi e che sembrano di metallo ma sono poi leggere da portare al collo come sciarpe di piombo mentre gli anelli sono sempre multipli, giocano con le dita, le incatenano e al tempo stesso le ornano di un sottile bagliore.

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