Precauzioni con la spirale anticoncezionale: come funziona e quanto è sicura


La spirale (o IUD - Intra Uterine Device), letteralmente dispositivo intrauterino, è un metodo anticoncezionale consistente in un piccolo dispositivo di plastica che viene sistemato all’interno dell’utero per impedire la gravidanza. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa qui su Pinkblog: è uno strumento molto efficace, ma non protegge in alcun modo dalle malattie sessualmente trasmissibili; inoltre, necessita inevitabilmente di supporto medico ed i costi sono piuttosto elevati.

I vantaggi sono tanti: è semplice da usare; una volta inserita non occorre prendere altre precauzioni contraccettive; non interferisce in alcun modo con la vita sessuale né con tutte le normali attività quotidiane; si possono usare gli assorbenti interni e non si corre alcun rischio nel praticare attività fisica.

Per capire come funziona la spirale in maniera facile e accessibile, possiamo aiutarci pensando alla struttura femminile e a cosa succede durante il ciclo mestruale e riproduttivo: le due ovaie sono poste ai lati dell’utero e ogni mese ciascuna di esse rilascia un ovulo dentro le tube di Falloppio. Tale fenomeno è noto come ovulazione e solitamente avviene dai 12 ai 14 giorni prima del ciclo mestruale. Si rimane incinta se si hanno rapporti sessuali non protetti nel periodo di ovulazione.

Esistono diversi tipi di spirale, ma i più diffusi sono quella ormonale e quella in rame. La prima deve essere sostituita ogni cinque anni, mentre quella in rame può rimanere all’interno del corpo fino a dieci anni. Una volta rimossa, la spirale non ha più alcuna efficacia anticoncezionale.

Ma come funziona la spirale?

Tutti e due i tipi indicati hanno una forma a T, ma funzionano in modo diverso. Quello ormonale rilascia una piccola quantità di ormoni nell’utero che rendono più spessa la mucosa del collo dell’utero, facendo sì che lo spermatozoo sia meno attivo e non vi penetri; inoltre, assottiglia il rivestimento dell’utero che in questo modo impedisce all’ovulo eventualmente fecondato di attaccarvisi e alleggerisce il ciclo mestruale.

La spirale in rame rilascia piccole quantità di rame nell’utero, metallo che impedisce la fecondazione dell’ovulo e l’attaccamento alle pareti uterine. Il rame, poi, non permette allo sperma di attraversare l’utero e le tube di Falloppio; infine, inibisce la capacità dello sperma di fecondare l’ovulo.

Non tutte le donne possono usare la spirale, perché la forma o le dimensioni dell’utero potrebbero non essere compatibili. E’ fondamentale e imprescindibile la prescrizione e il supporto medico anche per l’inserimento.

Normalmente viene applicata durante il ciclo mestruale o subito dopo, ma non può essere usata se la paziente è incinta, ha una malattia sessualmente trasmissibile, è allergica a qualche componente della spirale, ha sofferto nei tre mesi precedenti di infiammazioni pelviche, soffre di fibromi uterini.

Come si è già detto, le due spirali funzionano diversamente e anche gli effetti collaterali sono differenti: quella in rame aumenta il dolore mestruale e il flusso, quella ormonale li diminuisce. Durante le prime settimane possono verificarsi crampi e piccole perdite, ma nel giro di un paio di mesi tutto torna alla regolarità.

E’ rarissimo che la spirale provochi problemi seri, si può eventualmente parlare di: qualche fastidio in fase di applicazione o subito dopo; incidente di espulsione dall’utero, probabilità per chi non ha avuto figli; infezioni nell’utero o nelle tube (circa una volta su mille per le donne a basso rischio di contrarre malattie veneree); gravidanza, in questo caso è necessario immediatamente il consulto medico per la rimozione.

Esistono dei sintomi che possono indicare la presenza di problemi con la spirale, in tal caso è fondamentale avvertire il proprio ginecologo: mal di testa eccezionalmente intenso, ittero, ictus, pressione arteriosa alta, dolori addominali forti, dolore durante i rapporti sessuali, ciclo irregolare, perdite vaginali intense.

Fonte | ACOG

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