#BringBackOurGirls, rapimento Boko Haram: donne usate come scudi umani

Quasi 700 donne sono state liberate dall'esercito del Boko Haram, ben 214 sono incinte perché durante il rapimento hanno subito abusi e matrimoni forzati.

Il Boko Haram sta lasciando una scia di sangue e disperazione e le principali vittime continuano a essere le donne. In Nigeria, ha attaccato il villaggio di Babbangida, nello Stato di Yobe, e proprio qui i miliziani hanno usato le donne come scudo umano contro l'esercito. In questo Paese africano, dal 2009, ha ucciso più di 14mila persone.

La notizia è stata resa nota solo oggi, nonostante l’incursione di ieri. Purtroppo non si hanno ancora dei dati precisi: si parla di 10/15 persone morte e di donne usate per proteggersi dagli attacchi della polizia ,

Le autorità nigeriane hanno fatto sapere in una nota che sono numerosi i terroristi uccisi dagli agenti:

"Oltre dieci fucili e componenti per armi sono stati confiscati ai miliziani, insieme a centinaia di munizioni e qualche granata a mano".

Le donne non valgono nulla, sono schiave del sesso, a volte merce di scambio o semplicemente dei miseri scudi umani. Numerose le dichiarazioni di ragazze costrette a ritornare vergini con un intervento chirurgico, per continuare a essere violentate e messe incinta.

"Eravamo bloccate in una casa a dozzine: tutte a completa disposizione dei combattenti che ci violentavano a piacere, con lo scopo, a volte, di metterci incinta".

Rapimento Boko Haram: 200 donne liberate sono incinte

6 maggio 2015

Dopo la gioia della notizia della liberazione, l’orrore della scoperta. 687 donne sono state salvate dall’esercito del Boko Haram in Nigeria. Purtroppo più di 200 sono incinte: a darne notizia è il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa). Alcune ragazze hanno confermato che durante il rapimento sono state costrette a matrimoni forzati, abusi sessuali e pressioni psicologiche. Ecco spiegato il risultato di tutte queste gravidanze.

Ci hanno chiesto di sposare i membri di Boko Haram, ma noi abbiamo detto che non potevamo perché eravamo già sposate. Ci hanno risposto che allora ci avrebbero vendute come schiave.

Ha raccontato una testimone. Turai Kadir, un operatore del campo allestito per i profughi nello Stato di Adamawa dove sono stati accolti gli ex ostaggi, ha inoltre aggiunto:

Sono tutte traumatizzate, sono affamate, debilitate e malate. Una donna mi ha raccontato di essere stata rapita da un mercato dove stava lavorando con il marito. Li hanno portati nella foresta e hanno ucciso l'uomo. Poi le hanno detto che l'avrebbero data in sposa al loro capo.

#BringBackOurGirls, liberate 293 donne sequestrate da Boko Haram

29 aprile 2015

Non c’è pace per le donne nigeriane. Per fortuna, però, ogni tanto arriva una buona notizia: l’esercito nazionale ha salvato 200 ragazze e 93 donne, durante una operazione destinata a cacciare il gruppo estremista islamico Boko Haram dalla foresta di Sambisa.

La notizia è stata diffusa attraverso Twitter dalle forze armate, che hanno anche distrutto tre accampamenti dei militanti:

Le truppe questo pomeriggio hanno salvato 200 ragazze e 93 donne dalla foresta di Sambisa. Non possiamo confermare che le ragazze di Chibok siano in questo gruppo.

Purtroppo delle giovani rapite un anno non c’è traccia. Dopo infatti la notizia via Twitter, è arrivata anche la conferma del colonnello Sami Usman, portavoce dell’esercito nigeriano. Il 14 aprile 2014, 276 liceali erano state sequestrate da Boko Haram dal loro istituto, a Chibok. In 57 erano riuscite a fuggire nelle ore che seguirono il rapimento. Nonostante il mondo intero sia stretto a loro e abbia manifestato per ottenerne la liberazione, di queste giovani donne si è persa traccia. Alcune sono state uccise, altre sposate e altre, forse, sono riuscite a scappare.

(v.r)

#BringBackOurGirls, un anno dopo: le studentesse nigeriane rapite sono state uccise

10 aprile 2015

È passato un anno da quando il gruppo islamico dei Boko Haram ha rapito le studentesse in Nigeria. Più di 200 ragazze sequestrate e sparite nel nulla. Ovviamente il mondo intero si mobilitato danti a tutto questo orrore ed è partito l’hashtag internazionale di sostegno per la liberazione #BringBackOurGirls. Ricordiamo tutti i personaggi noti che hanno diffuso la loro foto con in mano il cartello di protesta, in prima fila la first Lady Michelle Obama.

Bring Back Our Girls

Dopo numerose notizie di liberazioni, accordi governativi, appelli e il lavoro instabile delle organizzazioni non governative, le ragazze non sono ancora state liberate. Che fine hanno fatto? Secondo il governo nigeriano, le giovani sono obbligate a convertirsi all'Islam, costrette al matrimonio e poi sgozzate. Ovviamente non tutte, ma la gran parte. Anche il direttore dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr), Raad Zeid al Hussein, ha affermato che le ragazze potrebbero essere state tutte uccise a Bama, città controllata per mesi dalle forze islamiche.

Intanto i massacri non si sono fermati: pochi giorni fa è stata compiuta una strage nel villaggio di Kwajafa, nello Stato di Borno, uccidendo almeno 24 persone e ferendone molte altre. Intanto a marzo nel paese ci sono state le elezioni politiche, rimandate di almeno un meno, a causa dei continui scontri. Ha vinto l'ex generale Muhammadu Buhari, che ha sostenuto di voler contrastare il Boko Haram con tutte le sue forze. Ovviamente, per giudicare l’operato del neo presidente è ancora presto.

Via | Rainews

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