Come scoprire l'omocisteina alta nell'organismo: i sintomi e la terapia da seguire

Oggi affrontiamo un argomento importante, sperando di fornire indicazioni utili per la nostra salute. Forse non in molti avrete sentito parlare di omocisteina , un aminoacido che sempre più è sotto i riflettori della ricerca medica perché a un suo eccesso nel nostro organismo sembrerebbero correlabili molte patologie.

Secondo alcuni, l'omocisteina sarebbe un fattore di rischio indipendente poiché "da sola è in grado di aumentare l'incidenza di malattie cardiovascolari indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti". In realtà così non è, e portando avanti tale convinzione si commetterebbe lo stesso errore che per anni è stato perpetrato con il colesterolo: la sua presenza può essere indipendente solo per individui in cui l'innalzamento è genetico, ma per molti soggetti dipende da altri fattori di rischio come il fumo o la cattiva alimentazione.

Appaiono pertanto ottimistiche le speranze di notevoli successi in campo di protezione cardiovascolare solo controllando l'omocisteina che, lo avrete compreso, non deve superare certi livelli di guardia. Quando si riscontra una presenza eccessiva di questo aminoacido a livello ematico, si parla di iperomocisteinemia che è considerato un importante e indipendente fattore di rischio per gli incidenti cardiovascolari (aterosclerosi, infarto del miocardio), cerebrovascolari (ictus) e periferico-vascolari (trombosi arteriose e venose).

Si stima che i soggetti affetti da iperomocisteinemia abbiano il doppio di probabilità di incorrere in incidenti vascolari rispetto a coloro che hanno valori entro i range di normalità. Come già detto, quindi, tale valore alterato è un sintomo di alcune patologie, ereditarie e non, e di stili di vita errati:


    - omocistinuria (malattia metabolica dovuta a deficit dell'enzima cistationina-β-sintetasi);
    - carenza di folati, vitamina B12 o vitamina B6;
    - tabagismo;
    - eccessivo consumo di caffè e di bevande alcoliche;
    - ridotta attività fisica;
    - esposizione cronica all'inquinamento atmosferico;
    - mutazione MTHFR (metilentetraidrofolato-reduttasi) che ostacola il processo di trasformazione e causa un aumento di omocistina.

In presenza di varie malattie, inoltre, si può registrare iperomocisteinemia, in particolare in caso di ipotiroidismo, psoriasi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide. Anche durante trattamenti farmacologici con metotrexate, carbamazepina, fenitoina ed isoniazide inibitori delle COX-2 è possibile l'aumento dei livelli ematici di omocisteina.

Quale trattamento, dunque, può arginare il problema? I livelli di omocisteina vengono ridotti principalmente mediante l'assunzione di acido folico. Quasi sempre a questa prescrizione si aggiungono vitamine del gruppo B (B6, B12), che sono comunque di minore impatto terapeutico. Per le forme di minore importanza (o borderline) si può tentare una cura semplicemente con una dieta molto ricca di verdura cruda.

L'acido folico è contenuto in questi alimenti, ma è una sostanza piuttosto deperibile, infatti si degrada facilmente con la cottura, alla luce, alla presenza di alcuni conservanti, con il congelamento, ecc; quindi si consiglia il consumo di verdura fresca cruda e conservata lontana dalla luce, non congelata, ecc.

Foto | Flickr

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