Tra mito e realtà: l’anima gemella esiste veramente?

Antonella: “Paoletta?, secondo te che cos’è l’anima gemella?” Paola: “Bè Anto, l’anima gemella è l’altra perfetta metà della mela” Antonella: “Quindi Pa’ tu credi nel destino?” Paola: “Uhm, se fortuna e destino sono sinonimi, allora credo nel destino” Antonella: “E come la riconosci coi tempi che corrono?” Paola: “Quando senti che spigoli ed anse si


Antonella: “Paoletta?, secondo te che cos’è l’anima gemella?”
Paola: “Bè Anto, l’anima gemella è l’altra perfetta metà della mela”
Antonella: “Quindi Pa’ tu credi nel destino?”
Paola: “Uhm, se fortuna e destino sono sinonimi, allora credo nel destino”
Antonella: “E come la riconosci coi tempi che corrono?”
Paola: “Quando senti che spigoli ed anse si incastrano alla perfezione senza alcuna costrizione. Quando le vostre esistenze si fondono e confondono.”

(In terrazzo guardando le luci di Roma)

Secondo la mitologia, all’origine l’uomo aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste, e queste erano in perfetta simbiosi. Un giorno, dei gelosi scagliarono un fulmine sull’Uomo, lo separarono e dispersero le due distinte persone sulla Terra. Da allora, racconta la leggenda, ogni persona dedica la propria vita a cercare quell’unica persona che la completerebbe e che la renderebbe felice. L’anima gemella è quindi una leggenda legata al destino. Entrambe si basano sulla concezione che la vita sia già predestinata. La credenza dell’esistenza dell’anima gemella, in particolare, insegna come esista un’unica persona con la quale si è destinati a stare.

Quante volte vi è capitato di pensare se l’anima gemella esiste davvero o è frutto del mito? Quante volte vi siete chiesti se riuscirete mai ad incontrarla? Probabilmente, chi più chi meno, ma tutti almeno una volta nella vita hanno sognato, domandato, agognato la propria anima gemella.

Superato il dubbio dell’essere o non essere, obiettivamente rimangono due problemi fondamentali: avere la fortuna di incrociarla e, soprattutto, di riconoscerla. Probabilmente però, il concetto di anima gemella rimane legato a qualcosa di fiabesco e di poco moderno. Basti solo pensare alla quantità di incontri, alla facilità di fare nuove conoscenze e alla velocità di perderli e dimenticarli. Quando parliamo di vita reale. E se includiamo anche le varie realtà virtuali, a cui sempre più spesso si ricorre per allargare i propri orizzonti, allora diventa estremamente difficile non confondersi.

Psicologi, sociologi e tuttologi oggi ci sguazzano nell’analisi comportamentale di questa società-fuori-da-ogni-grazia-di-Dio. Trovano accordo su un aspetto ben preciso: il denominatore comune delle persone alla ricerca dell’anima gemella deve essere “qualcosa di divertente”. Ed è così che si parla di “speed date” (appuntamento lampo), crociere per single, addirittura week-end per scapoli&signorine con finto delitto. Alla quotidianità ora appartiene la chat, e sono ormai retrò i mezzani matrimoniali.

Belle le favole, interessanti le leggende, affascinanti i miti, ma parlarne oggi –ahimé- ha sapore antico. Il tempo scorre con un altro ritmo, e questa velocità assurda ci rende tutte meteore nelle vite degli altri. Buona notte di San Lorenzo a tutti…
E’ perché non ci credi, che non ci riesci” (liberamente ispirata da “Guerre Stellari”)