Le donne vittime di violenza domestica sono vittime due volte: da una parte subiscono gli abusi (fisici, psicologici, sessuali) del partner, e dall’altro si ritrovano del tutto sole e “intrappolate” nel loro inferno quotidiano.

Subentra, allora, quella che gli psicologi definiscono la Sindrome della Donna Maltrattata, quando per poter sopravvivere in quella vita da incubo le vittime finiscono per accettare le violenze del partner e persino per giustificarle senza avere la forza per allontanarsi.

Del resto, il profilo psicologico degli uomini-aguzzini è quello della doppia personalità, del lato nascosto che emerge progressivamente solo nell’intimità domestica e spesso solo dopo il matrimonio e la convivenza. Queste persone manipolano le loro vittime e le isolano, recidendo tutti i loro contatti, persino quelli familiari più stretti, e in questo modo riescono ad averle del tutto in loro potere.

Ma una donna vittima di tali abominevoli abusi, che si renda conto di quello che le accade e che voglia uscirne, come può fare senza rischiare di mettere a repentaglio la vita propria (e dei figli), “provocando” le ritorsioni del partner messo in allarme? Non è facile, va detto subito.

Per fortuna esistono ormai in ogni città degli sportelli antiviolenza in collaborazione con le forze dell’ordine, che forniscono alle donne che vi si rivolgano aiuto immediato e protezione, che forniscono sostegno sia dal punto di vista legale che psicologico e che soprattutto avviano le pratiche per la denuncia.

Ci sono anche molte onlus che offrono lo stesso tipo di sostengo gratuito, e che inoltre aiutano la vittime e scappare fornendo loro un domicilio protetto e una nuova identità nelle loro case rifugio. Sia gli sportelli antiviolenza dei Comuni che le onlus sono poi dotati di numeri verdi, che rappresentano il primo importantissimo contatto soprattutto per le donne che hanno difficoltà ad allontanarsi da casa perché sorvegliate.

E’ anche possibile che sia un’altra persona a rivolgersi a questi Centri per conto terzi, diciamo così, fornendo quindi tutte le informazioni sulla vittima che possa far scattare la rete di aiuto. Il numero verde nazionale di pubblica utilità – per iniziativa del dipartimento Pari Opportunità del Governo – è il 1522, attivo h24 anche per le donne non parlanti italiano (sono infatti disponibili operatori che parlano inglese, francese, arabo, spagnolo).

Nel sito web www.pariopportunita.gov.it, inoltre, troverete l’elenco completo dei Centri antiviolenza presenti nel territorio italiano suddivisi per regione, con relativi indirizzi e numeri verdi.

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Foto| via Pinterest

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