Emotional Fitness, quando il guaio sono le emozioni

emotional fitness per l'eliminazione dei conflitti interiori Nell’antica Grecia la bellezza veniva riconosciuta nel proporzionato equilibrio di due componenti: una estetica, l’altra interiore. Era considerato bello colui che dimostrasse di possedere doti di coraggio, saggezza, moralità e valore in un corpo avvenente. In una sola parola: calocagatìa, (che non è il tipo di influenza che c’è in giro in questo periodo, ma la fusione di due parole che significano rispettivamente “bello” e “buono”).

Prescindendo dai canoni estetici, di oggi e di ieri, il fatto che la bellezza risieda in questa linea armonica attraverso cui corpo e mente si contaminano è un concetto affascinante e salubre su cui si fondano anche molte filosofie orientali. Attraverso una lenta e graduale acquisizione di queste pratiche anche noi possiamo provare a sperimentarne i benefici sul nostro corpo: con la meditazione, lo yoga (discipline individuali e vecchie quanto il mondo), oppure con il nuovissimo Emotional Fitness, l’ultima tendenza in fatto di terapie di gruppo.

La tecnica di autogestione delle proprie emozioni mira all’eliminazione dei conflitti interiori mediante esercizi da effettuare nella palestra emozionale che c’è dentro di noi. Per imparare i primi rudimenti dell’Emotional Fitness ci si può registrare sul sito e scaricarli gratis oppure, volendo, pagare 1080 euro e partecipare al prossimo week-end organizzato per il 20 aprile.

Questo è il vantaggio di vivere in questo secolo: si può scegliere se provare a guarire da malattie -che, come lo stress, derivano proprio dal fatto di vivere in questo secolo - ascoltando l’antico suono di una campanella tailandese o andando a tirarsi pacche sulle spalle con degli sconosciuti a un seminario per isterici.

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