L'ammoniaca disinfetta davvero o è meglio la candeggina?


Quante volte abbiamo preso l’ammoniaca pensando di disinfettare casa? Prima di tutto bisogna avere ben chiara la differenza tra disinfettare e igienizzare, perché questi termini non sono sinonimi. Nel primo caso s’indica la pratica per eliminare germi e batteri presenti sulle superfici (dal pavimento ai sanitari), il secondo vocabolo invece è correlato a una pulizia più superficiale.

Bisogna fare molta attenzione a usare l’ammoniaca perché è tossica e soprattutto è incolore. Per fortuna è caratterizzata dal quel tipico odore forte e nauseante. Tenetela sempre ben sigillata e in un ripiano lontano dalla portata dei bambini. L’ammoniaca rimuove lo sporco più profondo ed è molto comoda per sgrassare.

Per questo motivo s’impiega per eliminare l’unto, dai vetri come da alcuni vestiti, dai pavimenti come dai mobili della cucina. Per quanto sia un detergente molto efficace e comodo, è bene non esagerare, soprattutto sul piano di lavoro della cucina. Come abbiamo detto poco fa è tossica e anche corrosiva (ricordate che i tubi dei rubinetti, nelle case nuove, sono quasi sempre in plastica). Possiamo quindi dire che l’ammoniaca è un detergente, igienizza, ma è troppo considerarlo un disinfettante.

La candeggina è ancor più aggressiva ed è un disinfettante a tutti gli effetti. È il nome commerciale dell’ipoclorito di sodio. Lo trovate in vendita in tanti prodotti come la varechina, l’euclorina e l’amuchina. Sul mercato ovviamente si trova in diverse concentrazioni e in linea di massima il prodotto per uso domestico è in soluzione dal 3 al 5% di cloro attivo, perfetto per combattere lo sporco.

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