Togo, le donne protestano contro il presidente Gnassingbe con lo sciopero del sesso


In Togo le donne sono scese in campo con lo sciopero del sesso. È questa l’arma che un gruppo di attiviste ha deciso di utilizzare per costringere il presidente Faure Gnassingbe alle dimissioni. Non è un’idea nuova. Le promotrici di quest’iniziativa, hanno preso spunto dalle liberiane che, già nel 2003, avevano proclamato l’astinenza per ottenere la pace nel loro Paese.

Per noi occidentali il messaggio è sicuramente doppio: da un lato vediamo donne che lottano in difesa dei loro diritti, dall’altra c’è un nuovo modo di interpretare i rapporti di coppia. Spesso in Italia è passato il messaggio che per ottenere qualcosa (che sia un lavoro o un favore), le ragazze debbano concedere il loro corpo: le donne africane ci stanno insegnando esattamente l’opposto.

Le attiviste hanno chiesto a tutte le donne in Togo di astenersi al fine di mettere pressione sull'entourage del presidente, in modo da costringerlo ad abbandonare il potere. Il paese africano è nelle mani della famiglia Gnassingbe da 45 anni, ma da quando Faure Gnassingbe è succeduto al padre lo scontento è cresciuto notevolmente. Solo nel mese di agosto ci sono state due manifestazioni represse dalla polizia.

Funzionerà lo sciopero? È presto per dirlo, sicuramente è una prova di coraggio. Una donna togolese ha dichiarato alla stampa:

Sono d'accordo, ma non so se riuscirò a portarlo a compimento per un'intera settimana. Mio maritò sarà d'accordo, di giorno. Ma se lo conosco bene, cambierà idea la notte.

Ovviamente non tutti hanno accolto questo sciopero in modo positivo. L’ Alleanza nazionale per il Cambiamento (a favore delle dimissioni del presidente) è insorta, chiedendo alle attiviste di rivedere la loro posizione e di proclamare l’astinenza massimo per due giorni. E chi l’avrebbe detto che la stanza dei poteri forti è così strettamente collegata alla camera da letto.

Foto e Fonte| TM News

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