Tatuaggi con inchiostro contaminato? Potrebbe contenere un batterio


I tatuaggi sono l’espressione di noi stessi, lo specchio della nostra personalità, possono rappresentare il segno d’appartenenza ad una comunità, ma anche un semplice orpello modaiolo da sfoggiare in estate. Possono essere segni tribali, animali, fiori, nomi. Molto di moda le frasi di personaggi celebri o sulla vita. Ad ogni modo la certezza è che i tatuaggi o durano per sempre o ti spediscono direttamente dal chirurgo estetico o in ospedale.

Proprio così, l’ultimo allarme arriva direttamente da oltreoceano, dalla FDA (Food and Drug Administration), l’agenzia statunitense a tutela dei consumatori, secondo la quale esiste un altissimo tasso di rischio d’infezione per i tatuaggi con inchiostro contaminato.

Il monito arriva dopo aver riscontrato diversi casi d’infezione e malattie(in almeno quattro Stati USA alla fine del 2011 e nella prima metà del 2012), provocate da un batterio che ha contaminato l’inchiostro usato per i graffiti della pelle.

Gli esperti parlano di M.chelonae (Mycobacterium chelonae), responsabile di malattie ai polmoni, infezioni alle articolazioni o ad altri organi e problemi oculari. Il problema di questo batterio è che causa infezioni difficili da diagnosticare e richiede terapie molto lunghe.

L’avvertimento è rivolto soprattutto a chi si sottopone a tatuaggi con leggerezza e superficialità, non facendo attenzione alle condizioni igieniche dei laboratori e dei negozi. Il rischio sale esponenzialmente per chi opta di fare un tattoo per strada o in spiaggia, contro ogni aspetto legale e igienico.

L'Fda avverte che inchiostri e pigmenti usati per colorare i tatuaggi possono essere contaminati anche da altri batteri, funghi o muffe.

Fonte | FDA

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