Scrive "Pussy Riot libere" e uccide due donne

Torniamo a parlare delle Pussy Riot e di ciò che queste tre donne, in questo caso involontariamente, sono in grado di generare. Il gruppo russo punk rock femminista e dissidente, recentemente accusato di “teppismo religioso” per aver cantato una preghiera anti-Putin sull’altare della chiesa ortodossa più importante di Mosca, continua a far parlare di sé.

Detenute da marzo di quest’anno, le giovani Maria Alyokhina di 24 anni, Nadezhda Tolokonnikova di 22 anni e Ekaterina Samutsevitch di 29 anni sono state sottoposte all’isolamento e al carcere duro, tanto che a due di loro è stato perfino negato di vedere i rispettivi figli; molti di voi conosceranno la loro storia e il clamore che sono riuscite a sollevare in questi ultimi mesi. Oltre alle loro gesta, però, adesso le musiciste dovranno sentirsi involontarie responsabili anche dell'azione delittuosa di un uomo che a Kazan ha ucciso due donne e ha poi scritto su un muro «Liberate le Pussy Riot».

I delitti sono dunque avvenuti in Russia e hanno creato immediatamente scalpore, oltre che per il fatto in sé, anche perché l'assassino - ancora non identificato - ha pensato bene di spettacolizzare le morti. Gli agenti di Kazan, nella Russia centrale, hanno rivelato che i corpi delle due donne assassinate - una 38enne e una 76enne, Lilia e Farida Z. - si trovavano sotto a un muro dove era stato scritto, «presumibilmente» con il sangue, «Free Pussy Riot», ovvero «Liberate le Pussy Riot».

Immediato l'intervento di Nikolai Polozov, avvocato delle musiciste, che ci ha tenuto subito a mettere bene in chiaro che le sue assistite non hanno ovviamente nulla a che fare non solo con l'assassinio, ma anche con tutto ciò che ne è venuto a seguire.

Le Pussy Riot, sempre a quanto dichiarato da Polozov all’agenzia di stampa Interfax, si augurano che l’assassino venga trovato, e a dire del legale è evidente che la scritta sul muro è:

una sporca provocazione.

A quanto pare gli inquirenti, che hanno trovato i corpi delle due donne mutilati e resi quasi irriconoscibili, pensano che l’assassino potrebbe aver lasciato la scritta per confondere le indagini:

l’appartamento era un disastro: si suppone che l’autore sia un drogato o un uomo che voglia deviare i sospetti.

Via | corriere.it

Foto | © TM News

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