Calcio e gay: tabù in Italia, progressi in Germania

L’altro giorno ci siamo divertiti a vedere le foto rubate a Guti, il calciatore spagnolo del Real Madrid ripreso mentre dà un bacino sulla bocca (niente lingua a quanto si vede) a un amico. Niente di male tutto sommato: peccato che, poco dopo Queerblog, la stampa italiana si sia lanciata a corpo morto sulla notizia,

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L’altro giorno ci siamo divertiti a vedere le foto rubate a Guti, il calciatore spagnolo del Real Madrid ripreso mentre dà un bacino sulla bocca (niente lingua a quanto si vede) a un amico. Niente di male tutto sommato: peccato che, poco dopo Queerblog, la stampa italiana si sia lanciata a corpo morto sulla notizia, senza distinzioni. Dal Corriere a TgCom tutti a raccontare con tanto di foto e particolari “succosi” la storia di Guti. Mentre in Spagna il tutto è rimasto circoscritto alle riviste da parrucchiere (il cotilleo, il pettegolezzo).

Evidentemente in Italia l’incrocio tra omosessualità e calcio è ancora un tema scabroso, se dopo 15 giorni ancora si parla del bacio che si sono scambiati in campo due giocatori del Catania, Vargas e Spinesi. Era un modo per esultare, ma ne è stata montata una questione, come se fosse una bomba.

Tutt’altra musica in Germania, dove il presidente della Federcalcio tedesca Theo Zwanziger si è augurato che presto un calciatore tedesco faccia coming out (non outing come scrive erroneamente Repubblica). Un augurio che arriva subito dopo l’annuncio di un impegno serio nella lotta all’omofobia, proprio a cominciare dai campi di calcio.

Berlino è sempre più lontana.

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