Cioccolato: non finisce tutto sui fianchi...

Un po' finisce anche nel cervello. E con risultati strabilianti. Il cacao contiene infatti uno speciale flavonoide, l'epicatechina, che può migliorare la funzione dei vasi sanguigni, aiutando non solo il cuore e le arterie, ma anche il cervello nei suoi processi di apprendimento e memorizzazione.

Uno degli studi condotti presso la Medical School dell'Università di Nottingham, in Gran Bretagna, ha rivelato che il cacao può essere utilizzato per il trattamento di problemi vascolari che colpiscono la materia grigia.

Oltreoceano, il Dr. Norman K. Hollenberg, ricercatore presso la Medical School di Harvard e presso il Brigham and Women’s Hospital, ha dichiarato che le sue ricerche effettuate sugli Indiani Kuna di Panama, consumatori di ingenti quantità di cacao, dimostrano che questi soggetti sono colpiti da pressione alta, attachi cardiaci, infarti ed altre malattie cardiovascolari in maniera molto minore rispetto agli altri residenti del paese (che, evidentemente, sono più attenti alla linea...).

Questa scoperta va ad aggiungersi alle già note - e globalmente sperimentate - qualità della "bevanda degli dei" (gli atzechi l'avranno chiamata così non a caso...) e quindi, la prossima volta che affonderemo il cucchiaino in un barattolo di Nutella per risalire dal baratro della depressione, o daremo un morso lascivo ad un cioccolatino appena regalatoci da un corteggiatore, o ci spalmeremo di gianduia per deliziare il corteggiatore di cui sopra ... bè invece di doverci preoccupare di "ciccia e brufoli" potremo compiacerci di star facendo qualcosa di utile per la nostra salute (le papille gustative ringraziano).

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