Perdono è anche “Per Dono”

Affrontare il tema del perdono può sembrare, apparentemente, fuori luogo poiché attualmente la cultura, impregnata di individualismo, guarda con sospetto al perdono: valori preponderanti come la ricerca di affermazione e potere, l’apparire a tutti i costi, il narcisismo dilagante possono essere considerati incompatibili o almeno difficilmente conciliabili con il perdono e i valori di altruismo, compassione e amore, che esso implica.

  Affrontare il tema del perdono può sembrare, apparentemente, fuori luogo poiché attualmente la cultura, impregnata di individualismo, guarda con sospetto al perdono: valori preponderanti come la ricerca di affermazione e potere, l’apparire a tutti i costi, il narcisismo dilagante possono essere considerati incompatibili o almeno difficilmente conciliabili con il perdono e i valori di altruismo, compassione e amore, che esso implica. Si apre così il contributo del prof. Edoardo Giusti che oggi ho scelto di approfondire per voi!

Parlare di perdono in un momento storico come quello attuale può sembrare fuori luogo. La nostra cultura, impregnata di individualismo, guarda con sospetto al perdono: valori preponderanti come la ricerca di affermazione e potere, l’apparire a tutti i costi, il narcisismo dilagante possono essere considerati incompatibili o almeno difficilmente conciliabili con il perdono e i valori di altruismo, compassione e amore, che esso implica.

I mass media inneggiano alla competizione, al successo, favorendo sentimenti come l’invidia e il risentimento che ci fanno vedere il nostro prossimo come un ostacolo, qualcuno da cui stare in guardia, piuttosto che una risorsa. Perdonare può essere accomunato a “non farsi rispettare“, “subire“, o “darla vinta“, rimanendo indietro nella corsa verso il successo.

Per questo motivo il perdono può suscitare in alcune persone sentimenti di diffidenza e rifiuto, oppure si può correre il rischio di venire bollati di “buonismo” e venire messi da parte, relegati alla letteratura di stampo religioso. Eppure il perdono è più che un precetto morale: negli ultimi anni numerose ricerche forniscono evidenze empiriche sul fatto che perdonare può costituire un’importante fonte di benessere psicofisico nell’individuo e una risposta efficace allo stress relazionale a cui spesso deve far fronte.

Perdonare è un modo per proteggersi dalla rabbia e dalle emozioni negative connesse alla percezione di aver subito un torto, è un modo per salvaguardare le relazioni significative importanti per il nostro benessere; soprattutto, il perdono di sé è uno strumento efficace per combattere l’autocritica implacabile che tortura moltissime persone, favorendo la depressione, atti di autolesionismo e dipendenze.

Edoardo Giusti affronta il tema del perdono da una prospettiva nuova, psicologica, che lo libera dalle implicazioni religiose e morali per introdurlo nel campo della salute fisica e mentale. Il rancore infatti,considerato da molti il suo opposto, secondo alcune ricerche può essere considerato una “malattia“, che ha conseguenze negative sul corpo, sulle relazioni e sulla salute mentale in generale.

Il perdono è inteso come un potente strumento psicoterapeutico in grado di restituire benessere alle persone liberandole dalle catene del rancore.

Un consistente numero di pazienti intraprendono una psicoterapia per sintomi direttamente connessi a ferite, traumi o violenze da parte di persone significative, spesso i genitori, familiari o il partner. Tali situazioni traumatiche possono essere alla base della costruzione di schemi relazionali disfunzionali, modelli operativi interni insicuri che minano il sistema dell’attaccamento, rappresentazioni negative di sé e degli altri del tipo “io non sono Ok, tu non sei Ok” che possono costituire la base su cui si innesta la psicopatologia.

Il perdono in questi casi può aiutare ad elaborare i traumi del passato, chiudere le gestalt aperte, correggere gli schemi relazionali disfunzionali fungendo da luogo di ridefinizione dell’identità individuale. Il perdono avviene nel presente, nel “qui ed ora“, ma ha un’azione ristrutturante anche sul passato, nel “lì e allora“, in quanto permette di costruire una nuova narrazione della propria vita, più funzionale allo sviluppo di un’identità positiva e di un concetto positivo degli altri; inoltre il perdono agisce sul futuro, permettendo esperienze nuove.

Dal mio punto di vista il Perdono rappresenta un percorso di arricchimento personale e talvolta reciproco potenziando l’evoluzione della Persona nella sua totalità, favorendo quel rinnovamento necessario all’evoluzione stessa dell’uomo.

Per chi desidera approfondire è possibile scaricare il primo capitolo del libro “La terapia del per-dono” (formato PDF).