Tutto sul narciso, il fiore dall'odore inebriante: il significato e come curarlo

narciso

Nel linguaggio dei fiori il narciso è sinonimo di autostima, vanità ed incapacità d'amare. L'origine di tale significato è da ricercarsi nel mito di Narciso, il giovane raccontato da Ovidio nella Metamorfosi che per colpa del troppo amore di sé - e per mano di Cupido - morì annegato nelle acqua di uno stagno. La leggenda narra che sulle sponde dello stagno nacquero dei fiori che cercavano il loro riflesso nell'acqua, come omaggio al giovane. In realtà l'etimologia di Narciso deriva dal greco narkè che significa “ottundimento": nell'antichità si pensava che il fiore avesse proprietà sonnifere, se non addirittura narcotiche.

È uno dei fiori più facili da coltivare e piacevole da vedere per i suoi colori; il suo profumo è così forte da essere inebriante, motivo per cui è piuttosto frequente vederne molti nei giardini o nei cortili. Non avendo esigenze particolari di spazio, i narcisi sono ideali anche per i vasi e facili da curare. I narcisi infatti, a differenza della maggior parte delle piante bulbose, prediligono terreni pesanti, freschi, persino argillosi, ma si adattano facilmente a tutti i terreni da giardino e non hanno esigenze particolari, nemmeno di essere concimati.

È un fiore che non si ammala (e quindi non richiede pesticidi), vuole pochissima acqua e se lo lasciate fare si riproduce da solo. L'unica accortezza è di mischiare al terreno un po' di sabbia, perché patiscono l'umidità. I bulbi si interrano dalla fine di settembre a novembre a 15 cm di profondità e fioriscono in tarda primavera-inizio estate.

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