Teach me 3 – It’s lunch time

A seguire la conferenza di Studio Tapiro che ha appassionato i presenti su un tema abbastanza ignorato nel nostro bel Paese (vedi post precedente), l’intervento di Raimonda Riccini dal titolo “Imparare dagli oggetti (anche quando non li usiamo più)”; professoressa di fama internazionale, ha insegnato anche all’Ecal di Losanna, è anche consulente della Triennale di


A seguire la conferenza di Studio Tapiro che ha appassionato i presenti su un tema abbastanza ignorato nel nostro bel Paese (vedi post precedente), l’intervento di Raimonda Riccini dal titolo “Imparare dagli oggetti (anche quando non li usiamo più)”; professoressa di fama internazionale, ha insegnato anche all’Ecal di Losanna, è anche consulente della Triennale di Milano. A seguire ancora, vista l’ora, una pausa pranzo di public relation per i docenti e di nuovo lavoro per l’instancabile ed efficentissimo staff.


L’anteprima delle magliette del festival appena uscite dagli scatoloni nel mitico Atelier 1.1, quello della segreteria organizzativa di Simona Casarotto e Maddalena Dalle Mura.


Il Magazzino 7 abbracciato dai poster del festival.


A Teach me 3 non si trascura niente: lo sponsor diventa un cuore gigante di infradito (Havaianas, per l’appunto).

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