Roma. The Road To Contemporary Art: reportage mostra Solo al Buio

Per ricollegarmi al post sulla fiera “Roma. The Road…“, l’appuntamento che ho preferito tra tutte le mostre, è “Solo al Buio”. Un caso di cinema ai Mercati di Traiano, dove l’arte contemporanea si integra e riesce ad interagire con l’ambiente circostante in modo intuitivo (nel senso che la percezione che si ha è confermata dalle

Per ricollegarmi al post sulla fiera “Roma. The Road…“, l’appuntamento che ho preferito tra tutte le mostre, è “Solo al Buio”. Un caso di cinema ai Mercati di Traiano, dove l’arte contemporanea si integra e riesce ad interagire con l’ambiente circostante in modo intuitivo (nel senso che la percezione che si ha è confermata dalle intenzioni dei curatori. Non servono spiegazioni come nel caso di altri allestimenti). Il titolo può essere inteso come “soltanto al buio” o “da solo al buio”, e si riferisce all’esperienza della visione dei video che sono inseriti nelle celle del sito archeologico. Per vederli si crea un movimento. Si entra nelle celle, si guarda e ascolta, si esce, si osserva il panorama assolato, si rientra nella sale buie per la proiezione successiva, confondensosi con i turisti che sono lì per la Roma eterna (probabilmente ignari della fiera).

Ci sono comunque due cose che non funzionano e che rovinano i primi video (una volta superata la questione del biglietto). E cioè il rumore di sottofondo dei lavori che stanno facendo non so dove, che impedisce di sentire bene l’audio e la luce che filtra nelle celle (i lavori forse si interrompono il week end, e quindi si annulla il rumore, e se si visita l’esposizione dopo il tramonto si annulla pure l’effetto luce. Ma in caso contrario il problema c’è). Questo a discapito di alcuni video che è difficile vedere e ascoltare come “Scene for a New Heritage” di David Maljkovic del 2004. Come i light box di Pascale Marthine Tayou e la proiezione di Christodoulos Panayiotou. Quelli proposti successivamente si vedono/sentono e sono tra le più interessanti sperimentazioni che mi è capitato di vedere tra video e fotografia retro-illuminata.

Ho trovato molto belli “Mirage #3” di Elisabetta Benassi del 2005; “Embodied Truth” di Susanne Burner del 2008; “Black Dew” di Eléna Nemkova del 2008, “Nummer Twee (just because I’m standing here, doesn’t mean I want to) di Guido Van Der Werve del 2003 e “Nez wants to fly” di Sarah Ciracì, animazione video ologrammatica del 2009.

Rimane la giornata di oggi per guardarli e riguardarli. Il video del post è “Mirage#3” di Elisabetta Benassi+still da altri video. Altre immagini le ho caricate su flickr.

Solo al Buio, mostra ai Mercati di Traiano parte di Roma. The Road To…


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