Internet e il mondo che verrà

Dopo aver sentito 742 esperti di politica, informatica e business, i ricercatori Pew hanno elaborato il nuovo rapporto che riguarda Internet ed il mondo che verrà.Janna Quitney Anderson, principale autrice del report «The Future of the Internet II», ha spiegato che i principali architetti dell’internet di prossima generazione sono sostanzialmente d’accordo sui cambiamenti tecnologici che

Dopo aver sentito 742 esperti di politica, informatica e business, i ricercatori Pew hanno elaborato il nuovo rapporto che riguarda Internet ed il mondo che verrà.

Janna Quitney Anderson, principale autrice del report «The Future of the Internet II», ha spiegato che i principali architetti dell’internet di prossima generazione sono sostanzialmente d’accordo sui cambiamenti tecnologici che in futuro influenzeranno il network, ma quando si tratta di discutere dell’impatto sociale e politico che tali cambiamenti avranno, allora nascono i primi disaccordi.


Il primo dei problemi riguarda il controllo della Rete delle Reti: a chi sarà affidata la gestione di questa immensa struttura globale, tenendo conto che – con tutta probabilità – tra 14 anni sarà costituita essenzialmente da dispositivi mobili? 

Gli intervistati dubitano che entro il 2020 l’inglese diventi effettivamente la lingua franca dell’internet, ed esprimono perplessità anche circa la possibilità che la sorveglianza della rete possa in futuro essere affidata

esclusivamente alle macchine. Perché la supervisione dell’uomo è necessaria e insostituibile, perlomeno fino a quando un computer non sarà in grado di impedire a qualcuno di staccargli la spina.
Si pensa che tra 14 anni un numero sempre maggiore di persone vivrà e lavorerà nel cyber-spazio, per cui si pone il problema della privacy degli internauti e quello legato alla produttività: sarà possibile tutelare la vita privata di ciascuno garantendo al tempo stesso a la trasparenza della rete? E davvero i lavoratori della futura economia virtuale saranno produttivi quanto lo sono oggi quelli del mondo reale?

Fonte: Corriere della Sera

Dott.ssa Giuliana Proietti – Ancona