Il Palazzo delle Esposizioni e la graphic design in un’intervista a Paola Vassalli

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una serie di eventi a grafica, illustrazione, arte ed editoria, così ci siamo rivolti a Paola Vassalli per saperne di più.Paola Vassalli si occupa di arti visive e cultura dell’infanzia. Negli anni Ottanta lavora nello staff di Renato Nicolini all’Assessorato Politiche Culturali del Comune di Roma, e con

di cuttv


Il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una serie di eventi a grafica, illustrazione, arte ed editoria, così ci siamo rivolti a Paola Vassalli per saperne di più.

Paola Vassalli si occupa di arti visive e cultura dell’infanzia. Negli anni Ottanta lavora nello staff di Renato Nicolini all’Assessorato Politiche Culturali del Comune di Roma, e con altri apre la Biblioteca Centrale dei Ragazzi. Dagli anni Novanta, è curatore nel settore mostre del Palazzo delle Esposizioni, riaperto nel 1989, per la Grafica, l’Illustrazione, la Fotografia. Dal 1999 è responsabile dei Servizi Educativi – Formazione e Didattica dell’Azienda Speciale Palaexpo e cura il Laboratorio d’Arte del Palazzo delle Esposizioni e delle Scuderie del Quirinale di Roma.

La sua ricerca, nata per gioco e per passione, l’ha portata a curare grandi mostre dedicate ai maestri dell’illustrazione contemporanea, con le quali ha girato il mondo. Da ricordare “Maurice Sendak” (1987), “Etienne Delessert”, “Andrea Pazienza”, “Tomi Ungerer” (1991), “Lorenzo Mattotti” (1995), “Leo Lionni” (1997), “Roberto Innocenti” (1990 e 1998). Autrice di saggi critici sull’educazione visiva e la didattica dell’arte, è stata consulente artistica della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna negli Anni Novanta. Nel 2007, in occasione della riapertura del Palazzo delle Esposizioni dopo un lungo restauro, progetta i nuovi spazi dei Servizi Educativi con lo Scaffale d’Arte, biblioteca specializzata nell’editoria internazionale d’arte per ragazzi.

Lo Scaffale d’arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma propone un progetto molto particolare che vuole indagare fra l’altro i diversi modi di lavorare e sperimentare con il graphic design. Come nasce un progetto così ampio e articolato?
Singolare Femminile è un progetto che si sviluppa per tappe, costituite da quattro seminari su tema dato: la comunicazione visiva e i ragazzi. I quattro ambiti indagati sono grafica, illustrazione, arte e editoria e le professioniste invitate sono scelte per la qualità della proposta e per la loro particolare ricerca sul tema. Per il primo ciclo di Singolare Femminile abbiamo scelto la grafica e il graphic design, proponendo grafiche di fama internazionale che si sono dedicate ad aspetti diversi della comunicazione. Le grafiche, provenienti da diversi paesi europei, hanno lavorato negli anni all’elaborazione di un’idea originale di comunicazione e il tema proposto, volutamente ampio, ha lasciato spazio all’interpretazione personale. Il programma dei seminari si è aperto con una delle maggiori rappresentanti della didattica e del disegno dei caratteri: Rosemary Sassoon ed è proseguito con Dorothee Wettstein , Lola Duval e Frédérique Mathieu. I seminari si sono rivolti a grafici, insegnanti, operatori e studenti e ogni incontro si è concluso con una conferenza di presentazione aperta al pubblico e con l’esposizione del lavoro dell’artista ospite e degli elaborati dei partecipanti. La collaborazione con l’AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) per i seminari sulla grafica, si inserisce in un’idea di cooperazione e confronto che i Servizi educativi stabiliscono con le diverse Istituzioni. La seconda parte di Singolare Femminile riguarda l’illustrazione, sempre intesa come elemento principe della comunicazione e dell’editoria per i più giovani. Parteciperanno ai seminari autunnali quattro illustratrici di chiara fama che hanno segnato momenti di rottura e crescita dell’illustrazione in Italia e all’estero.

Questa mostra prosegue un percorso lungo e complesso, intrapreso all’interno di uno spazio interdisciplinare come il palazzo delle Esposizioni. Come nasce e si concretizza questa ricerca?
Il nostro lavoro si basa sulla convinzione che il Museo può e deve essere un luogo di formazione continua e differenziata, uno spazio privilegiato per “imparare a vedere”, per cogliere nelle cose i significati nascosti e per guardare la realtà che ci circonda con occhio critico e partecipe. Lo scopo delle nostre attività e dei nostri progetti, siano essi per bambini, giovani, adulti, famiglie o insegnanti è educare all’arte per educare alla vita. La proposta, concentrando una pluralità di occasioni di educazione, formazione e incontro con l’arte e la cultura contemporanea, favorisce un’abitudine al museo e insieme risponde a una varietà di bisogni culturali e sociali indubbiamente presenti nella sensibilità odierna. Il pubblico mostra infatti esigenze sempre più mirate di qualità del tempo libero, di aggiornamento e formazione, di alfabetizzazione, tali da obbligare un’istituzione culturale quale vuole essere il Palazzo delle Esposizioni a trasformarsi in luogo di apprendimento continuo e informale, spazio di creatività, forum per idee e dibattiti, punto di riferimento permanente nella vita culturale della città. Il Palazzo delle Esposizioni ha due spazi dedicati all’attività didattica, l’Atelier e il Forum, progettati incrociando la funzione “che tipo di attività” con il destinatario “per quale pubblico”. La proposta dei Servizi educativi è, come è naturale, strettamente collegata all’identità e alla missione del Palazzo. Importante centro di esposizione, proposta e produzione culturale il Palazzo delle Esposizioni propone mostre, conferenze, incontri, iniziative culturali, favorendo la confluenza di pubblici diversi, in modo che ciascuno possa trovare una risposta alle proprie esigenze. Obiettivo dei Servizi educativi di una Istituzione così complessa è dunque non solo garantire un’attività educativa, cioè di accompagnamento per i diversi pubblici, a servizio dell’attività espositiva, ma anche e soprattutto assicurare alla struttura e alla città un centro educativo-culturale per una formazione permanente. L’Atelier è il luogo per i più giovani della sperimentazione e dell’incontro per una riflessione sul saper fare del museo e della scuola in tema di educazione all’arte. Uno spazio per avvicinarsi alle diverse forme d’arte, in particolare ai linguaggi del fare artistico contemporaneo. Nel Forum lo Scaffale d’arte, biblioteca specializzata nell’editoria d’arte e illustrata per ragazzi aggiornata a livello internazionale, propone percorsi laboratoriali, con approfondimenti, presentazioni e incontri con gli autori. Nella convinzione che il libro, così come l’opera d’arte, può essere tramite e medium per avvicinarsi ai linguaggi artistici e alla didattica dell’arte. Il Forum è il luogo deputato alla ricerca e alla formazione degli operatori, favorendo in particolare nei giovani l’uso delle nuove tecnologie applicate all’arte e alla didattica dell’arte.

Nel corso della sua carriera quali sono stati i punti di riferimento di un approccio tanto eclettico e innovativo?
Una prima educazione al visivo sui molti libri illustrati dell’infanzia. Quindi una laurea in filosofia a indirizzo psico-pedagogico prima, in arte e spettacolo poi nella Bologna della Fiera del libro, con molti maestri, da Bruno Munari a Antonio Faeti e tanti incontri che mi hanno “insegnato a vedere” cioè, per dirla con le parole di Leo Lionni, “a trovare il significato delle cose”.

Come si evolverà il percorso intrapreso. Quali sono i progetti futuri, le novità o i cambiamenti in atto?
Sono in cantiere collaborazioni con prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, nuove proposte e risorse anche in rete, per rispondere alle esigenze dei diversi pubblici. Un’attenzione particolare è rivolta alla scuola alla quale proponiamo online dossier pedagogici come supporto per l’insegnante e lo studente in classe e al museo, per meglio pianificare e godere della visita alla mostra. Di prossima pubblicazione, i quaderni I sensi dell’arte e Il colore dell’arte che insieme al secondo volume di Educare all’Arte (Electa,2005) vuole documentare i percorsi di laboratorio dedicati a insegnanti e bambini della scuola dell’Infanzia. I Servizi educativi sono parte di Didart, capire e sentire l’arte contemporanea, progetto europeo sulla didattica dell’arte, che si concluderà nel giugno 2009 al Palazzo delle Esposizioni con tre giornate di studio ed esperienze. E in autunno riapriamo con un proposta speciale dello Scaffale d’arte il Progetto Alice di Chiara Carrer, un’istallazione e insieme un progetto educativo per grandi e piccini. Mentre è in corso il LaboratoriQuadriennale con tre diversi linee di percorso: l’arte in-forma per indagare l’arte e il suo impegno nell’attualità, vietato non toccare sul ruolo del pubblico nel dialogo con l’opera, a futura memoria sul rapporto fra arte e memoria, personale e collettiva.

Noi ringraziamo Paola Vassalli per il suo contributo e ci auguriamo di incontrarla presto per continuare a seguire i progetti interessanti promossi dal Palazzo delle Esposizioni.

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