Al Parlamento con bebè

parlamentare Dahl

Succedesse in Italia una cosa del genere chissà quale sarebbe la reazione. Vedendo le foto pubblicate da Repubblica che mostrano la parlamentare danese Dahl partecipare ad una seduta del Parlamento Europeo a Strasburgo insieme alla propria bambina di pochi mesi la mia reazione è stata di tenerezza prima e di sconfinata ammirazione dopo, seguita poi dall’amarezza: noi italiane forse non ne saremmo mai capaci.

Intendiamoci, lasciare i figli a casa e tornare a lavoro, qualunque esso sia, è duro per ogni mamma, ma in genere la questione si risolve con una babysitter e una grossa dose di apprensione in circolo nel sangue finché a sera non rivediamo i pargoletti sani e salvi.

Ma c’è chi se ne frega delle apparenze, sente di non dover dimostrare a nessuno di essere una donna in carriera al pari di un uomo e decide di essere contemporaneamente sia mamma che parlamentare. Alla signora Dahl ci inchiniamo rispettosamente e anche con un pizzico di invidia per il coraggio e la nonchalance con cui ha partecipato al dibattimento tenendo la piccola accanto a sé sullo scranno.

Ma è inevitabile una riflessione: riuscite a immaginare la reazione di certe cariatidi parlamentari italiane se una partecipante si presentasse con passeggino, copertina, pargoletto e biberon? Pensandoci, potrebbe anche trattarsi di una riunione privata senza l’eco massiccia di una seduta a così alti livelli. Portereste i vostri figli in riunione con colleghi e potenziali clienti? Riterreste minata la vostra credibilità come professioniste mostrando pubblicamente di non voler scindere i due ruoli di una donna?

  • shares
  • Mail